Questa compilation, promossa dalla label Ladymusic record si divide fra gruppi interessanti e altri decisamente da scartare. In questo caso il lavoro di descrizione risulta quanto mai complesso e di non facile elaborazione.
Si parte con Gender 3000 dei Logical Terror, una bella apertura decisamente variegata, nella quale thrash, influenze meshugghiane, industrial ed elettroniche vengono a fondersi in una miscela non spregevole ma un pò aleatoria. Seguono a ruota i Simus che con Drops and lies, offrono un buon campione del loro genere nel quale l'ossatura crossover si connette ad innesti progressive decisamente thrasheggianti.
Con Terminator dei fiorentini Collapse si approda a lidi thrash metal ottantiani molto primordiali. Brano senza infamia e senza lode, ma decisamente simpatico nella sua semplicità (con tanto di intro-tributo all'omonimo film di Cameron). Si ritorna al crossover con La Noia del Boia dei Dll, un buon brano, forte di una potenza ben calibrata e dotato di una buona orecchiabilità. Con i Storyteller dei Wormhole ci spostiamo su sonorità postdark molto oniriche e doomeggianti in non pochi punti. Un trip decisamente ben congegnato, molto sentito e ben eseguito. Pollice in giù decisamente per i Windfall e il loro power metal standard che più standard non si può. Noioso e monocorde Life Challenge è un compitino power metal ben eseguito. Nulla di più. Ben eseguito ma decisamente monocorde anche il contributo degli Ibridoma che con Face to Face propongono un heavy metal molto stucchevole ed eccessivamente 'ritornelloso'.
Non certo dotato di originalità sia nel comparto ritmico che vocale (troppo fredda), Where the Line Starts dei Last Call Back Home ripropone troppo pedissequamente gli standard delle nuove sonorità più di moda: suoni anonimi e voci fredde e asettiche. Sapori di tradizioni in via d'estinzione provenienti dal tempo che fu. Non è possibile un'altra presentazione per i folk metallers WIintrage, autori della ballata/metal Ancient Forces, che certamente non aggiunge nè sottrae alcunchè ad un genere che da qualche anno a questa parte, ha coltivato molti proseliti (pochi in verità quelli validi ndr.) Anche questo contributo non brilla molto per l'originalità ma si distingue per una certa freschezza d'insieme. Interessanti soprattuto per ciò che concerne la loro creatività, i deathsters Nafak, col brano Apocaliptic, offrono numerosi spunti di riflessione all'ascoltatore attento. Buona la fusione fra durezza d'impatto e melodia. Decisamente anonimi e freddi nella composizione (seppure spiccatamente variegata) i Counter Ignition con Life Sentenced, non scuotono decisamente l'attenzione dell'ascoltatore. Alle ultime due posizioni troviamo Race degli Swell99 e i Mad Chickens con Hysteric Head. In entrambi i casi le sensazioni sono più o meno simili. Si tratta di contributi troppo plastici, scontati e poco personali. Decisamente non possiamo dire che 'Sounds from Hell' offra una panoramica interessante, visto che su un campione di tredici band, poche sembrano suscitare un vero e spassionato interesse.
LEMMY