"Metalmade Underground" è a mio modesto avviso una compilation senza infamia e senza lode, senza particolari miracoli sonori nè salti di qualità. Cinque band orbitanti attorno al macrofondo
dell'heavy metal per un quantitativo di quindici brani che fra alti e bassi risultano tuttavia
godibili. Si comincia con i Jackal e il loro heavy metal, fortemente esposto alle radiazioni della NWOBHM specialmente in brani come "OCD", a metà tra i Judas Priest e i Saxon.
Passiamo poi alle tendenze più speed(moderato)power-neoclassiche di scuola nordica, dei Mercuria,
che in alcuni parti corali e ricordano i cari vecchi Stratovarius dei primissimi lavori quali "Fright Night" e "Dreamspace" soprattutto per il lavoro delle tastiere. Buon gusto e buon lavoro sul lavoro d'armonia delle chitarre (oltre che su "A question of our time" anche sulla ballad dei medievaleggiante "I promise" che cita passaggi da Bach e dagli Ataraxia) ma niente di
particolarmente eclatante.
Più protesi al sinfonico i Midnightstorm presentano un sound molto medio che nè dice nè aggiunge
niente di nuovo al genere.
Si prosegue con i Nightlow e, benchè non ci siano veri cazzotti nello stomaco, la situazione si rialza un pò dallo stagnamento e assume dei toni più caldi grazie ad un lavoro chitarristico
molto dinamico e melodico. Un puro esempio di sound teutonico al 100%. Degni di nota "Damnation" e "Welcome to hell".
Si chiude con i Perpetual Fire, una band che, al suono ovattato e vintage, unisce una tendenza
all'arpeggiato e al melodico tipico di tanta buona e prolifica new wave '80/'90.
In conclusione, tra alti e bassi, questa "Metal Made Underground" passa un pò sottotono per le
scelte e per il sound (non per il genere fortunatamente)pur tuttavia essendo comunque ascoltabile e godibile da chi è un grande amante del genere.
LEMMY
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