Essenzialmente ci troviamo dinnanzi ad una compilation death metal a diversi livelli evolutivi, promossa dalla SG Promotion, che ci da così la possibilità di dare un'occhiata alla vetrina del death metal italiano.
Aprono le danze i lombardi Agabus, alfieri di un death-core molto violento e incazzato, spesso e volentieri mischiato ad elementi crossover. Due brani di buona potenza, anche se la performance screaming così esagerata in "Atman Collapse", in un dato punto diventa un pò patetica.
Spostandoci al centro Italia seguono a ruota i più tradizionalisti Antagonism, esponenti di un death metal molto old school, chiaramente ispirato ai Death, ai Cannibal Corpse (nel cantato soffocato), ai Massacre e agli Autopsy. Decisamente un revival di puro sound floridiano.
Ci spostiamo su lidi più serrati ed estremi con i salentini Clinicamente Morti, i quali ci presentano un death/thrash che attinge un pò qua un pò la al grind e allo stoner, riuscendo così a dar vita ad un sound molto monolitico seppur non semplicistico.
Molto gradevole il tributo al death in madre lingua, con "L'inferno avanza", ennesima dimostrazione che anche l'italiano si può prestare al growl. Anche questo brano si presenta particolarmente poderoso e ferreamente monolitico. Parte centrale di chiara matrice panteriana e sepulturiana.
Ritorniamo nel centro Italia, a Rieti per la precisione, con i Necrofili e il loro death metal estremamente imbevuto di thrash vecchia scuola. L'incipit del primo pezzo "Fleshweak", sembra preso in prestito dai Megadeath. Interessante la commistione di melodia e sound grezzo. Insomma un valido compromesso fra lo stile star'n'stripes e quello nordeuropeo, in quanto in alcuni punti arrivano a ricordare gli Arch Enemy più grezzi. Molto elaborati nel riffage ben sposato con intrecci melodici già sentiti ma ugualmente giustapposti.
Chiudono la compilation i Resurrecturis, una delle prime band ad esportare il death metal in Italia. Niente di che, solo un sanissimo death, oscuro e pesante, molto coinvolgente negli episodi più cadenzati e con quella strizzata d'occhi al prog che ci fa tornare indietro a quegli epici lavori di Tampa in Florida.
Ottima vetrina per gli amanti del death di casa nostra.