Veramente notevole la prova di questo quartetto sardo dedito ad un thrash/death core molto complesso ed intricato. Parto subito col dire che quello proposto dagli Egomass non è un sound facile da digerire e non tanto per il riffage notevolmente intricato (che in alcuni casi ricorda quello dei Visceral Bleeding o dei Suffucation) ma per la scelta molto azzardata di cantare in italiano. Come ho avuto modo di dire anche in precedenza, non si tratta di un pregiudizio dettato da una chiusura mentale è che, obbiettivamente, l'inglese come l'americano data la loro pronuncia molto strascicata, sono le lingue che meglio si prestano ad essere incastrate dentro uno stile musicale estremo e veloce a differenza dell'italiano. Nonostante questo gli Egomass sono riusciti egregiamente nell'esperimento, tanto più che in alcuni momenti sembra di sentire cantare in inglese piuttosto che in italiano. Ovviamente tutto questo va a scapito della comprensioneo di vista musicale i quattro ragazzoni sardi dimostrano di essere pie dei testi che, lontani dalle classiche tematiche splatter e mortuarie tanto care ai deathsters della prima ora e non solo, si spostano verso orizzonti sociali ed intimistici. Ciò è testimoniato da titoli come Dubbio , Posso Ancora Chiedere e Chi Sono. Da un puntnamente in possesso di una perizia tecnica e di un impatto davvero devastanti, unitamente ad una coesione molto forte. L'unico aspetto che a mio avviso andrebbe un po' rivisto è la struttura dei brani, troppo intricata e difficile da seguire anche per il più inveterato amante delle sonorità estreme. In alcuni casi si ha la sensazione come se il gruppo avesse voluto un po' strafare, stipando in maniera convulsa tutto ciò che di più folle gira per le loro teste. Tolto questo, il mio giudizio è pienamente positivo specialmente alla luce dell'innegabile personalità, volontà e spirito di sacrificio che il gruppo ha dimostrato dal 2004 sino ad oggi.
www.myspace.com/egomass
LEMMY