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ECNEPHIAS
WAYS OF DESCENTION
(2010)
track list
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 Secrets Of A Black Priest
Twist Of Personality
Beyond Suspicion
Empty Cold Veins
A Strange Painting
Il Martirio Di San Lucifero
Marilene's Lustful Whims
Eternally Bound
Il Nostro Patto

 
 
 
 
 
line up:

Mancan (vc/ct)
Sicarius Inferni (key)
Akeron (ct)
Aran Morion(bs)
Atlos (bt)

 
genere: blackened metal


Dopo quattro anni è con grande piacere che mi trovo nuovamente a recensire il nuovo lavoro dei blacksters potentini Ecnephias: una delle tante band grazie alle quali non è necessario spingersi nelle fredde lande del settentrione d'Italia per trovare musica di qualità.
Sempre professionali sia per quanto riguarda la qualità audio sia per il corredo grafico la band, come sempre capitanata da Mancan, ha decisamente mutato qualcosa nello stile del songwriting e secondo il mio parere, 'Ways of descention' rappresenterà un lieto ascolto sia per i black metaller più lungimiranti sia per gli amanti del gothic rock italiano degli anni'70 (Biglietto per l'inferno, Jakula, ecc).
Rispetto alla precedente demo 'Dominus Noctis' (2006) i toni si fanno più catacombali ed intimistici davvero poetici e carichi di pathos (Secrets of Black Priest), tratti questi che denotano una crescita stilistica costante da parte di questa band per la quale il verbo oscuro del black metal assume tinte cangianti e per nulla scontate, tenendo conto della presenza in alcuni frangenti del cantato in italiano (e in latino). Interessanti le sperimentazioni di Twist of Personality e le goblineggianti atmosfere di Beyond Suspicion, veri e propri segni di una maturazione compositiva ormai del tutto indipendente dai canoni tradizionali della musica estrema. In generale il lavoro, pur tralasciando, come già detto in più di una occasione, i classici stilemi del black metal, mantiene inalterata una potenza ed uno spessore davvero degni di nota, caratteristiche queste che rendono il lavoro dotato di una grande ascoltabilità senza essere nè scontato nè eccessivamente d'avanguardia. Decisamente un lavoro per palati fini.

www.ecnephias.com
www.myspace.com/ecnephiaskingdom

LEMMY

   

ECNEPHIAS
HAERETICUS
(Nekromantik Rec.-Necrotorture Ag.-
Fauno E.A.Prod./Masterpiece - 2008
)

track list
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De Natura Deorum
Haeretics
Deviations
Eterno Silenzio
A Darkened Room
Hills On a Desert
Ave Maestro

 
 
 
 
line up:

Mancan (vc/ct)
Toru (bs)
Sicarius Inferni (Key)
Antonio Donadeo (bt)
 
genere: blackened metal


Ormai il marchio Ecnephias è una sicurezza di qualità. Difficilmente si trovano in circolazione band del loro calibro e la cosa assume un valore aggiunto se la band in questione proviene dal sud Italia. Già con il convincente Dominus Noctis, gli Ecnephias avevano tracciato una linea di confine rispetto alla massa informe di band black metal. Il loro è un sound evoluto e personale, tanto che in più di un'occasione ho pensato al loro come ad un vero sound black metal italiano. Haereticus è un vero gioiello di estremismo sonoro raffinato, racchiuso in sette tracks ottimamente concepite ed eseguite. Con una sezione ritmica rinforzata grazie al prodigioso batterista salentino Antonio Donadeo (attualmente non più in organico), ex di molte grandi band italiane (Undertakers, Necrotorture e gli americani Vital Remains) e al basso Toru (ex Inferna Angels), la band da alla luce l'ep Haereticus. Rispetto al passato la band ha raffinato e di molto il proprio sound producendo una miscela potente, elaborata ma mai scontata o noiosa. Si inizia con la intro corale dal sapore gregoriano De natura deorum, la cui resa potente e ben orchestrata trasporta l'ascoltatore in pieno clima da "Il nome della rosa". Segue la title track, serrata e potente ma al contempo cantilenante e claustrofobica. Finezze pianistiche e vocali si intersecano a blast beat veloci e accuminati.
Deviations non si discosta dal brano precedente: alternanza fra parti ultraveloci e parti cadenzate, con una larga presenza di tastiere che conferiscono al tutto un' atmosfera cupa e riflessiva. Dopo l'intermezzo affidato a Eterno silenzio segue A Darkened room a mio avviso è uno dei brani più rappresentativi di tutto l'ep. Una miscela di death e black metal malinconica e devastante ad un solo tempo, nella quale trovano spazio parti corali ed incastri melodici. Chiudono il lavoro Hills on a desert e Ave Maestro due veri capolavori di creatività e gusto musicale. Due grandi esempi di death/doom pesante e calibrato, alternantesi fra tenui linee pianistiche e chitarristiche e pesantezze catacombali. Ottima la gestione delle voci soprattutto nel brano di chiusura,cantato in italiano, degna conclusione di un lavoro realizzato a regola d'arte.
Questo lavoro dimostra ulteriormente che la band lucana ha ormai raggiunto una propria dimensione musicale precisa, creando uno stile inconfondibile, aspetto questo che li rende competitivi anche al di fuori dei confini italiani.

www.ecnephias.com
www.myspace.com/ecnephiaskingdom

LEMMY

   

ECNEPHIAS -
DOMINUS NOCTIS
(Nekromantic rec - 2006)


track list
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  Arcanum Mysterium (belli Preludium)
Burn Witch Burn! (the Saint Inquisition)
Veneficia (voluptas Animi)
Between Shadows (the Evil Lies)
Ice Forest Rituals (the Twilight)
Dominium Noctis (conventum Et Striga)
Under The Sign Of The Archangel
Ragnatele Su Velluto Scarlatto
Pleasure And Pain (the Violence)
To The Forgotten (the Nature Speaks)
Notte A Craco

 
 
 
 
 
line up:

Mancan (vc - ct)
Atlos (bt - perc - key prog)
Akeron (bs)
 
genere: blackened metal


Esordisco dicendo da subito che questo che ho in mano è uno dei lavori più complessi che mi sia capitato in quasi otto anni di recensioni.
Il tutto si apre con una cover molto interessante: una strega molto avvenente ed eterea , seduta sulle gambe, su un balcone di un vecchio cascinale e vista dall'alto. Una tema veramente inquetante e graficamente ben curato, e soprattutto in linea con lo stile della band.
Etichettare i lucani Ecnephias è molto difficile, poichè il flusso di musica di cui sono gli spietati creatori ed esecutori risponde ai più svariati stilemi del death/black. Sfuriate death metal alla Deicide, trasfughe con tastiere in pieno stile Cradle of Filth ed elementi di folk a'la Ulver rendono il loro stile un qualcosa di tutt'altro che semplice da analizzare; in poche parole, per ascoltare e comprendere adeguatamente "Dominum Noctis" non si può essere dei novellini.
Dopo il breve, oscuro e detunato intro di "Arcanum Mysterium" è la volta di "Burn Witch Burn", un brano che alterna parti death metal classiche con l'uso di tastiere a metà tra i Cradle of Filth e gli Abazagorath. E' poi la volta di "Veneficia", una track dall'intro decisamente folkeggiante che poi cede il passo a ritmiche serrate, ascrivibili sempre ai C.o.F e agli Arkanum. Sicuramente uno dei brani più interessanti del cd anche per un largo uso del growl e dello scream al tempo stesso e per un finale molto originale.
Si passa poi a "Between Shadows", il cui inizio è contrassegnato da un intro folkeggiante come nella tracks precedente, che poi lascia spazio a ritmi e melodie spiccatamente death/doom, molto pesanti e minimali.
Ritorniamo a calcare territori del black metal old style con "Ice Forest Rituals", con cui ci si avventura nelle catatoniche foreste di conifere decantate dai Darkthrone e dai Burzum. Essenzialmente è un pezzo contrassegnato da un'immane carica di disperazione, alimentata dalle "smandolinate" di chiara matrice norvegian black metal. Si approda poi in un'altra "room" del pezzo, con un bridge molto suggestivo alimentato da tastiere ed arpeggi molto introspettivi che altro non sono che una quiete prima della devastazione finale con chiusura corale alla Ulver e si passa così al calmo e placido sound dei bei tempi antichi con la title track "Dominum Noctis", in cui possiamo ammirare la grande capacità compositiva e l'estroversa estetica acustica dei Ecnephias, che qui firmano un piccolo gioiello degno di essere paragonato con un Kveldssanger.
Con "Under the sign of the Archangel" approdiamo addirittura sul lidi quasi progressive e ritmi cadenzati inframezzati da trasfughe di classico black metal. Sempre all'interno del medesimo brano troviamo un carnevale di suoni che vanno da monodie vocali molto baritonali a elementi death/prog di chiara matrice Opeth.
Giungiamo poi alle trasognate orchestrazioni della strumentale "Ragnatele su Velluto Scarlatto": un'onirica e atemporale discesa nell'oscurità. Con "Pleasure and Pain" si ritorna su un death/black molto cadenzato e ammorbidito dalla catatonica presenza di tappeti tastieristici minimali ma di grossa risonanza. "To the Forgetten" simpaticamente l'ho voluta ribbattezzare la "Orion"degli Ecnephias, ma solo per il piccolo riff iniziale. Uno dei pezzi più ritmati dell'intero cd, in cui più che parlare di death in senso largo, chiamerei in causa anche il thrash per la cura di certe strutture ritmiche molto corpose.
Il pezzo in generale si struttura in maniera molto variegata: riff in alcuni casi prog ma dalla corposità death/thrash e melodie mutuate da certi stilemi black metal a cavallo fra il vecchio stile grezzo degli esordi e quello più curato dei Dimmu Borgir e dei Satyricon. Questo piccolo grande capolavoro si chiude con "Notte a Craco": una sinistra chisura, degna di un soundtrack di qualche film espressionista.

Mi complimento in toto con Atlos, Mancan e Akeron per aver donato alla scena metal italiana un capolavoro di simile fattura, originale, ben suonato e concepito in maniera molto intelligente se non geniale. Di sicuro quello loro è un lavoro non per tutte le orecchie, ma potrebbe comunque spingere anche un non "addetto ai lavori" ad addentrarsi nel cuore del metal più estremo ed underground, un universo ricco di sound ancora oggi ghettizzati e tenuti in scarsa considerazione, estremi non per velocità e lentezza ma bensì per proposte e idee troppo avanti per essere tenute in considerazioni dalla massa.

Gli Ecnephias meritano di sicuro un posto di riguardo nel panorama metal europeo e non solo, per l'intelligenza, la capacità di osare e l'originalità.

www.ecnephias.com
www.myspace.com/ecnephiaskingdom

LEMMY

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