Home
News
La nostra storia
Bands
Morgan Festival
ADgraphics
Download
People
Photos
Video
Reviews
Radio
Glossario
A.D Agency
Cdr Series
Forum
Links
Contact
Credits



 

Ecnephias
" Dominium Noctis" (2006)


track list
-------------------------------------------
  Arcanum Mysterium (belli Preludium)
Burn Witch Burn! (the Saint Inquisition)
Veneficia (voluptas Animi)
Between Shadows (the Evil Lies)
Ice Forest Rituals (the Twilight)
Dominium Noctis (conventum Et Striga)
Under The Sign Of The Archangel
Ragnatele Su Velluto Scarlatto
Pleasure And Pain (the Violence)
To The Forgotten (the Nature Speaks)
Notte A Craco

 
 
line up:

Mancan (vc - ct)
Atlos (bt - perc - key prog)
Akeron (bs)


Esordisco dicendo da subito che questo che ho in mano è uno dei lavori più complessi che mi sia capitato in quasi otto anni di recensioni.
Il tutto si apre con una cover molto interessante: una strega molto avvenente ed eterea , seduta sulle gambe, su un balcone di un vecchio cascinale e vista dall'alto. Una tema veramente inquetante e graficamente ben curato, e soprattutto in linea con lo stile della band.
Etichettare i lucani Ecnephias è molto difficile, poichè il flusso di musica di cui sono gli spietati creatori ed esecutori risponde ai più svariati stilemi del death/black. Sfuriate death metal alla Deicide, trasfughe con tastiere in pieno stile Cradle of Filth ed elementi di folk a'la Ulver rendono il loro stile un qualcosa di tutt'altro che semplice da analizzare; in poche parole, per ascoltare e comprendere adeguatamente "Dominum Noctis" non si può essere dei novellini.
Dopo il breve, oscuro e detunato intro di "Arcanum Mysterium" è la volta di "Burn Witch Burn", un brano che alterna parti death metal classiche con l'uso di tastiere a metà tra i Cradle of Filth e gli Abazagorath. E' poi la volta di "Veneficia", una track dall'intro decisamente folkeggiante che poi cede il passo a ritmiche serrate, ascrivibili sempre ai C.o.F e agli Arkanum. Sicuramente uno dei brani più interessanti del cd anche per un largo uso del growl e dello scream al tempo stesso e per un finale molto originale.
Si passa poi a "Between Shadows", il cui inizio è contrassegnato da un intro folkeggiante come nella tracks precedente, che poi lascia spazio a ritmi e melodie spiccatamente death/doom, molto pesanti e minimali.
Ritorniamo a calcare territori del black metal old style con "Ice Forest Rituals", con cui ci si avventura nelle catatoniche foreste di conifere decantate dai Darkthrone e dai Burzum. Essenzialmente è un pezzo contrassegnato da un'immane carica di disperazione, alimentata dalle "smandolinate" di chiara matrice norvegian black metal. Si approda poi in un'altra "room" del pezzo, con un bridge molto suggestivo alimentato da tastiere ed arpeggi molto introspettivi che altro non sono che una quiete prima della devastazione finale con chiusura corale alla Ulver e si passa così al calmo e placido sound dei bei tempi antichi con la title track "Dominum Noctis", in cui possiamo ammirare la grande capacità compositiva e l'estroversa estetica acustica dei Ecnephias, che qui firmano un piccolo gioiello degno di essere paragonato con un Kveldssanger.
Con "Under the sign of the Archangel" approdiamo addirittura sul lidi quasi progressive e ritmi cadenzati inframezzati da trasfughe di classico black metal. Sempre all'interno del medesimo brano troviamo un carnevale di suoni che vanno da monodie vocali molto baritonali a elementi death/prog di chiara matrice Opeth.
Giungiamo poi alle trasognate orchestrazioni della strumentale "Ragnatele su Velluto Scarlatto": un'onirica e atemporale discesa nell'oscurità. Con "Pleasure and Pain" si ritorna su un death/black molto cadenzato e ammorbidito dalla catatonica presenza di tappeti tastieristici minimali ma di grossa risonanza. "To the Forgetten" simpaticamente l'ho voluta ribbattezzare la "Orion"degli Ecnephias, ma solo per il piccolo riff iniziale. Uno dei pezzi più ritmati dell'intero cd, in cui più che parlare di death in senso largo, chiamerei in causa anche il thrash per la cura di certe strutture ritmiche molto corpose.
Il pezzo in generale si struttura in maniera molto variegata: riff in alcuni casi prog ma dalla corposità death/thrash e melodie mutuate da certi stilemi black metal a cavallo fra il vecchio stile grezzo degli esordi e quello più curato dei Dimmu Borgir e dei Satyricon. Questo piccolo grande capolavoro si chiude con "Notte a Craco": una sinistra chisura, degna di un soundtrack di qualche film espressionista.

Mi complimento in toto con Atlos, Mancan e Akeron per aver donato alla scena metal italiana un capolavoro di simile fattura, originale, ben suonato e concepito in maniera molto intelligente se non geniale. Di sicuro quello loro è un lavoro non per tutte le orecchie, ma potrebbe comunque spingere anche un non "addetto ai lavori" ad addentrarsi nel cuore del metal più estremo ed underground, un universo ricco di sound ancora oggi ghettizzati e tenuti in scarsa considerazione, estremi non per velocità e lentezza ma bensì per proposte e idee troppo avanti per essere tenute in considerazioni dalla massa.

Gli Ecnephias meritano di sicuro un posto di riguardo nel panorama metal europeo e non solo, per l'intelligenza, la capacità di osare e l'originalità.

LEMMY

 

 

 

 

 

<<<indietro


Home - News - La nostra storia - Bands - Morgan Festival -AD graphics - Download - People - Photos - Video - Reviews - Radio - Glossario - A.D.Agency - Cdr Series - Forum - Links - Contact - Credits