Tanto di onore, rispetto e cappello a questi quattro ragazzotti che dal 1989 al 1996 portarono alta la bandiera dell'hardcore melodico nella scena europea, segnando delle tappe particolarmente importanti sia dal fronte live che in quello discografico. I Disturbing Foresights annoverano in complessivo tredici lavori in studio, di cui dieci risalenti al periodo della loro piena attività e tre postumi. L'album di cui mi accingo a parlarvi avrebbe dovuto vedere la luce nel lontano 1993, però, per problemi causati dall'allora etichetta (GAP Rec. ndr), l'uscita fu irrimediabilmente compromessa .
Tuttavia, come si dice, meglio tardi che mai; sono passati ben quindici anni ma il sound spacca duro comunque. L'hardcore dei D.F è un vero mix di vari modi d'intendere il concetto di "hardcore"; oggi si parla dell'hardcore, per fare un esempio nel senso più grezzo del termine con band tipo i Born Again, o i celebri Agnostic Front o Sick of it all oppure nell'accezione più melodica con i Millencolin, i Nofx e The Offspring.
Ecco: i D.F hanno fuso, al loro tempo, tutti questi "punti di vista", creando un proprio sound energico e difficilmente scontato. Forti sono anche gli accenni al metal old school, ma, tagliando corto, conviene parlarvi brano per brano di questo importante lavoro.
Apre le danze "Work it out" e sono convinto che qualche purista dell'hardcore potrebbe avviarsi al cesso più vicino per rendere alle fogne il proprio pranzo. Ma non saltiamo a conclusioni azzardate:
"Work it out" si presenta come un brano particolarmente orecchiabile, soprattutto per la presenza di un intro molto rappato e un ritornello da hardcore melodico che si ficcherebbe nella testa di chiunque.
Ma passiamo oltre; con "Brainless Brian" il tono si fa più incazzato con tanto di parti in palm-mute e ritmiche molto sferzanti, tanto che in alcuni punti verrebbe da pensare ai grandi S.O.D.
"Positive" è un vero tributo all'hardcore più puro: velocità e cattiveria per non lasciare respiro al povero ascoltatore.
Con "Shadow" cambiamo decisamente ambientazione e ci trasferiamo su sonorità molto più rocciose e cadenzate che nel ritornello assumono una distinta melodia.
"Genepharm" inizia con un tocco quasi prog! ma poi si rientra nei canoni tradizionali, con un riffage molto lineare seguito da un ritornello che prende gli spunti cadenzati di "Shadow".
E' in assoluto uno dei brani più particolari dell'album, ricco di spunti musicali molto interessanti.
"Going to pub": titolo al quanto allusivo, per un pezzo di rock'n'roll lineare, stradaiolo (quasi un'allusione al più celebre "Going to Brasil" dei Motorhead") proposto con una verve pienamente punk.
Immancabile lo strumentale, che personalmente ritengo il mio brano preferito e uno dei migliori dell'album: "NPM" raccoglie il meglio delle idee della band e si presenta molto più "metal" che non "hardcore".
Molto rilassato cadenzato, variegato, con dei passaggi in alcuni punti quasi death metal e un arpeggio davvero notevole per qualità ed spirito evocativo.
Massiccio e granitico è uno delle perle dell'album.
"Robin Hood", non brilla particolarmente rispetto al resto. Dotato di un ritmo cavalcante, ridondante e melodico non aggiunge nè sottrae niente a quanto detto.
"This 1's 4 U" risveglia decisamente i toni su ambienti più thrashcore con conseguente aumento della velocità e con un inciso monolitico e devastante. "Perfect World" mantiene inalterato lo stile thrashcore senza particolari novità rispetto al resto.
Con "Chemical Century" approdiamo nel pieno dell'hardcore melodico e qui il pezzo si fa troppo stanco e scontato. Decisamente un angolo morto del lavoro.
L'album si chiude con "Lonely" e ritorniamo su sonorità molto più decise, con un senso della melodia molto meno scontato. Un pezzo pienamente hardcore con qualche punta di thrash.
Avviandomi alla conclusione, dopo questa puntigliosa descrizione brano per brano, mi sento in dovere di consigliare questo album a chi è abbastanza conoscitore del genere, insomma, a parte qualche magagna, questo album è roba da intenditori; roba di nicchia e per tanto masticabile a pieno titolo da chi è amante del genere al 100% e che presenti una conoscenza anche degli stili che hanno gravitato attorno all'hardcore di matrice 80/90.
Un grande grazie all'olandese Deity Down Records per essersi interessata alla diffusione di questo lavoro seminale che, ricordo, nonostante la freschezza e la buona qualità di registrazione risale a ben quindici anni fa.
www.myspace.com/disturbingforesights
www.deitydownrecords.com
LEMMY