La fretta e i preconcetti sono i nemici più letali del giudizio estetico più obbiettivo. Ammetto personalmente, di essere incappato anche io più volte negli stessi errori di valutazione. Ma poi a forza di recensire materiale s'impara a fare i debiti distinguo fra gli emuli di un gruppo o di un'artista e invece coloro che, partendo da una base già lungamente e largamente sperimentata, propongono un proprio sound personale e ricercato. Quando inserirete nel vostro lettore Sandcastle di Ivan Mihaljevic avrete inizialmente la sensazione di ascoltare, con qualche sbuffo, il solito emulo di Malmsteen & soci.
Niente di più sbagliato. Se zio Yngwie è rimasto ancorato al suo baroque'n'roll, non certo si può dire lo stesso di Ivan, il quale propone un sound ricercatissimo, in cui il suo chitarrismo ha modo di mostrarsi in tutte le salse: dall'inizio canonico della title track alle follie tecnologiche di Hi-tech Orient; dal tributo a Vivaldi con Spring (Primavera) al prog-marziale di Macedonian war song.
Insomma ci vorrebbero molte parole per descrivere il sound di questo eclettico musicista che alla grande perizia tecnica, soprattutto nella costruzione dei riffs e nelle tecniche di plettraggio, unisce creatività e voglia di sperimentare, al di là dei generi e delle tendenze. A differenza di tanti altri lavori, in cui è la chitarra a fare la parte del leone, in Sandcastle , Ivan da largo spazio a tutti gli strumenti, compresa la voce, orchestrando degli arrangiamenti complessi e, al tempo stesso dotati di finissimo gusto musicale. Personalmente consiglio, al fine di godere a pieno di tutti i 52.32 minuti del cd, di avvicinarsi a questo lavoro senza alcun preconcetto. Se così sarà fatto, sarà possibile entrare appieno nel mondo di un musicista che ha tutte le carte in regola per affermarsi nella scena musicale internazionale con gran dignità e stile.
LEMMY
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www.ivanmihaljevic.com
FONTE: www.theholyhour.it