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MATT CAFISSI
ALL THE LITTLE THINGS (2008)


track list

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Draw the line
Chained
Everything U Want
One in a million
Bring me down
Straight to you
Inside you
Heaven knows

l
 

line up:

Matt Cafissi (ct)
and other guests

genere: hard rock/progressive

La prima volta che sentii parlare del chitarrista Matt Cafissi era il lontano 1998, quando nella sezione demo di Metal Shock trovai recensita una sua demo (insieme a quelle di altri due eccellenti axe-man quali Fabio Montorzi e Gianni Rojatti). Poi dopo ben undici anni, per la serie "a volte ritornano" ecco rispuntare il buon Matt con un album davvero molto intrigante ed interessante quale "All the little things".
Comincio subito col dire che Matt Cafissi non è un genio, nè un funambolo della sei corde nè tantomeno un pacchiano e pedissequo imitatore di tutta quella scuola di chitarristi accecati dalla tecnica. Ci troviamo di fronte ad un musicista che sa suonare e sa far suonare il suo strumento in un modo veramente gustoso. Al di là dell'innegabile abilità tecnica, Cafissi sa approcciarsi in maniera chitarristica alla chitarra, cosa non da poco per un musicista e da non dare per scontato. Riffs lineari e solos molto caldi e rotondi costituiscono il sistema nervoso di un ottimo hard rock con venature progressive anni Novanta, dotato di un feeling e di un'ascoltabilità davvero notevoli. Pur mantenendo un'omogeneità di base, le otto tracks che costituiscono il lavoro, si differenziano per alcuni particolari che qui vale la pena di sondare capitolo per capitolo.
S'inizia con l'energica opener Draw the line, giocata su riffs lineari e solos molto veloci ma non troppo. Segue Chained, una delle mie tracks preferite nelle quali atmosfere AOR e progressive di scuola novantiana, si fondono in modo eccellente, dando al brano quel particolare sapore retrò che ci riporta indietro di più di dieci anni or sono.
Everything you want è una classica ballad da seguire con tanto di accendini, fra le cui note si rinvengono influenze sia della scuola hard rock americana che alcune piccole finezze alla Jason Becker. One in a million segue la pura tradizione rock melodica americana, gestita con gran gusto e potenza senza scemare nel kitsch. Bring me down e Straight to you sono altri due hit all'insegna del grande gusto musicale; decisi ed eleganti, aggressivi e lineari.
Con Inside out si viaggia per 9.45 verso una nebulosa di suoni sospesi, che rilassano e rapiscono l'ascoltatore attento in attesa di avviarsi alla sonnolenta chiusura affidata alla brevissima Heaven knows, brano onirico dotato di un feeling nostalgico ma non smielato.
In conclusione All the little things non è un lavoro che fa urlare al miracolo, tuttavia di molti prodotti in circolazione, risulta quello più dotato di classe e personalità. Mi piace immaginarmi il buon Matt come un sommelier dotato di esperienza e competenza che mesce i suoni come dei vini pregiati senza affidare nulla al caso. Infatti, allo stesso modo di un sommelier, il suo lavoro lascia sul palato un gusto dolce e raffinato. Roba per veri intenditori della sei corde.

www.myspace.com/mattcafissi

LEMMY

 

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