Se per un caso curioso Mozart o Vivaldi fossero vivi e operanti al giorno d'oggi, farebbero bene a guardarsi molto bene le spalle da una congrega di thrashettoni, dediti all'alchol e al disprezzo per la melodia, rispondenti al nome di Loculo. Certo l'allegra copertina non lascia dubbi in proposito circa le idee del trio genovese, rappresentato durante la più classica delle evasioni, con tanto di maglia a strisce, (stile banda bassotti) e sbirro armato di tastiera. Al di là dell'intento umoristico/eversivo, i Loculo sono artefici di un ottimo thrash metal (segnalo a tale proposito le tracks: Spaghetti thrashers, Raining Beer e la devastante cover di Nightmare dei brasiliani Sarcofago) in puro stile demo tape anni Ottanta (Sodom, Wehrmacht, Incinerator, primissimi Kreator, Sarcofago). Che dire? Se esiste un sound immortale, oltre alle cavalcate di basso di Steve Harris, la voce di ghiaia stratificata di James Hetfield, l'urlo verginale di Kay Hansen e la “voce” di zio Lemmy Kilmster, questo è il sound devastante e minimale del thrash/thrashcore, costituito da riff semplici, serrati quanto devastanti, da una voce tra lo sputo e il conato di vomito (che in alcuni momenti mi ricorda quella di Nattefrost dei Carpathian Forest) e una sezione ritmica basilare e spietata.
Vichingi, lerci, devastati dalla birra e dagli ascolti “peggiori” del sano buon vecchio metal, duro a morire, i
Loculo difendono a spada tratta il fronte più radicale del metal più coatto e originale. Un genere, non dimentichiamolo mai, che è nato per rappresentare ad oltranza tutto ciò che
NON segue il commercio, che
NON segue il trend e tutto il resto della merda che siamo costretti, nostro malgrado, a digerire quotidianamente. Continuate a spaccare
Loculo.
www.myspace.com/loculo
LEMMY