A grande richiesta ricompaiono dalle lontane lande dell'est Europa, i polacchi Cryptic Tales, quintetto dedito ad un black metal sinfonico, non particolarmente originale, ma comunque d'impatto. Avevo avuto modo di conoscerli quest'estate, recensendo VII Dogmata of mercy (2008) ed ora ecco che mi trovo fra le mani una vera chicca del genere, una pura testimonianza di quel genere brutto, rozzo e velenoso che si suonava in Europa più dieci anni fa. Il lavoro in questione intitolato Anatema è datato per l'appunto 1993 ed è ben lontano, ma non troppo dallo stile seguito oggi dalla band. Il sound è un impasto serrato di crudi riffs, in puro stile Morbid, Mayhem, Carpathian Forest e Vomit, molto serrato e pesante. Tuttavia non mancano inserti chitarristici di gran gusto, che conferiscono al lavoro un feeling molto particolare, quasi a testimoniare la strada che verrà poi intrapresa di lì a qualche anno. Ciò che caratterizza in maniera peculiare il sound di questi primitivi C.T, è la lunghezza dei brani (con Putrid Mutants si arriva a 8:41), un aspetto non da poco. L'allora formazione aveva parecchio da dire e parecchio da suonare, senza legarsi pedissequamente ai canovacci del genere. Anzi, il grado di ricercatezza sonora, tenendo conto degli anni in questione, è particolarmente alto e a tale proposito invito ad ascoltare brani come In grave rotting is slowly , Voices inside the Beast o Putrid Mutants , i quali testimoniano un certo spessore compositivo e il desiderio, da parte dei C.T di lasciare una propria impronta personale. Il cd è anche corredato di una sezione cd-rom ricca di foto dell'epoca e altre chicche interessanti, utili per potersi calare a pieno nell'atmosfera di quegli oscuri anni Novanta. Un vero gioiello per intenditori.
www.cryptictales.pl
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VII Dogmata of Mercy, quinto lavoro dei blacksters polacchi Cryptic Tales, è una vera e propria epopea in stile black metal sinfonico, caratterizzata da una melodia intensa e da un pathos molto oscuro. Altra caratteristica che potrebbe andare sia a vantaggio che a svantaggio della band è la durata dei brani, che in alcuni frangenti superano abbondantemente i cinque minuti di durata. Il tutto è condito con una qualità audio e grafica davvero eccellente. L'unico aspetto un po' precario di tutto il lavoro è la personalità, in quanto appare fin troppo evidente il tributo ai grandi maestri del genere quali i primi Cradle of Filth, i Dimmu Borgir e gli Abazagorath. Da questo punto di vista VII Dogmata of Mercy appare come un prodotto eccessivamente manierato, seppure concepito e suonato ottimamente.
Il problema più grave in questi casi non è tanto il plagio, più o meno velato, quanto il rischio di cadere nell'oblio e nella dimenticanza, proponendo un prodotto che, artisticamente parlando, nulla da e nulla toglie al genere in questione. Tolto questo, il lavoro sarà sicuramente un lieto ascolto per gli amanti del black metal sinfonico e delle atmosfere più cupe e sinistre.
8,30/10
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