Efficace e d'impatto, l' heavy/doom metal dei partenopei Black Inside è una bella mazzolata nelle gengive. Fondendo sapientemente la melodie della NWOBHM con sonorità monolitiche e ritmiche ipnotiche ma non catacombali, il quintetto napoletano delizia l'ascoltatore senza annoiarlo.
"Servant of the servants" è un ottimo lavoro, fresco e deciso, a testimonianza di un'ottima sinergia d' insieme. Inizio cadenzato con la title track (il cui sound ricorda i Voodooshock ma meno oscuri). Più thrasheggiante e tirata Crossing the desert è un altro pugno nello stomaco, pesante e privo di compromessi. Di impatto sicuramente non minore, Another me sterza decisamente verso un hard rock stradaiolo e lineare.
Con Getsamani Suite si ritorna su sonorità più oscure e velatamente sabbatthiane con un forte accento stoner particolarmente cadenzato. Tears of rain è una malinconica ballad, lineare e ben concepita, soprattutto per quel che concerne il comparto piano/basso. Chiude le danze Zombie Train il cui inizio caratterizzato da una forte tensione ritmica, richiama alla mente una danza tribale di un rituale di Macumba. Segue poi un alternanza di sonorità retrò fra punk e il metal a cui si collegano inserti decisamente doomeggianti. In conclusione non ci troviamo di fronte ad un lavoro da Top demo, tuttavia il lavoro dei Black Inside è dotato di una sua intima personalità, che si dimostra nell'intelligente lavoro di fusione di sound molto diversi, operato all'interno delle singole tracce (Zombie Train su tutte). Decisamente un buon ascolto.
www.myspace.com/black.inside
LEMMY |