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VI RAW&WILD FEST: PINO SCOTTO - BacKjumper - Cancrena - Biker's Pills - The Climb - South Symphony



Colpo da maestro per il Raw&Wild Fest giunto quest'anno alla sua sesta edizione con tanto di cappello. Infatti il festival quest'anno ha potuto contare sulla presenza di un vero e proprio mostro sacro dell'heavy metal italiano quale Pino Scotto. Complice un'ottima organizzazione che, oltre a Francesco Rinaldi, master e commander della webzine foggiana Raw & Wild ha annoverato fra le sue fila anche il Kuore Nero Studios nella persona di Gianni Colonna e Luigi Caruso de Gennaro, che già ai tempi del Detroyt Rock Fest di questo inverno avevano dato modo di dimostrare voglia di fare, capacità ed esperienza nel settore. Ottimo anche il lavoro di supporto della Necrotorture Agency di Alessandro Manco che da anni è marchio di qualità soprattutto nell'ambito del metal estremo. Come per il sucitato Detroyt Rock Fest, anche il Raw&Wild fest ha potuto usufruire della location de I Cavalli di Troia, che con qualche piccolo accorgimento logistico potrebbe diventare a tutti gli effetti uno dei più importanti poli pulsanti della vera musica emergente di Capitanata e non solo.
Ma diamo spazio alla musica. Senza nulla togliere al buon zio Pino che già nella giornata precedente aveva avuto modo di incontrare presso il Kuore Nero Studios gli allievi del buon Gianni, per elargire opinioni e consigli l'appuntamento del 2 aprile ha dimostrato che, in barba a qualsiasi divisionismo geografico fra nord e sud, la Puglia può vantare delle leve di tutto rispetto.

Arrivati, ahimè a concerto già iniziato, il sottoscritto inizierà la cronaca del festival dai foggiani dei Biker's Pills.

Fautori di un rock'n'roll stradaiolo che più stradaiolo non si può, i foggia-manfredoniani Biker's Pills hanno davvero raso al suolo il palco de I Cavalli di Troia, proponendo un sound 100% heavy metal, tagliente come una lametta, elargito con la delicatezza di un M-16.
Potenti, compatti, coordinati e d'impatto i Biker's Pills si sono comportati come veri leoni da palco. Di grande pregio l'esecuzione della cover di Motorcycle man dei Saxon. Da segnalare la grande afffluenza di pubblico, che in più di un'occasione ha supportato questa band giovane ma dalle idee molto chiare e coerenti. Poche parole e molto rock'n'roll.
Un plauso speciale va di diritto al grande Gigi (in foto) che oltre a dare il meglio di sé come chitarrista si è prodigato come fonico e all'occorrenza come palchista.
E scusate se è poco.
C'è molto da imparare da persone così.


 

Era da un pò di tempo che non incrociavo i cari Cancrena (foto di Mario di Pierro) , che già avevo avuto modo di recensire in passato e di conoscere personalmente ben cinque anni or sono in quel di Manduria e sempre in circostanze molto motociclstiche.
I thrashers barlettani non si sono dimostrati certo meno clementi dei B.P, sfoderando un sound violento e preciso in ogni minimo dettaglio dimostrando una perizia tecnica ed una perfetta sinergia d'insieme. Anche qui si è assistito ad uno show degno di questo nome, spaccaossa e ben articolato.
Anche la loro esibizione è stata contraddistinta da una larga partecipazione da parte del pubblico e da un pogo di tutto rispetto a dimostrazione che la Puglia e il thrash sono ancora legati da un vincolo indissolubile (reminiscenze della Bay Area probabilmente).

Poi è stata la volta dei Backjumper da Bari, altra band di ottima caratura, attiva dal 2003 la quale ha afforntato il palco con grande capacità e determinazione. Artefici di un nu-metal / crossover di ottima fattura per nulla scontato ed estremamente godibile (anche per i più estremisti) i B.J, hanno dato un ottimo contributo alla serata, sicuramente più groovy e cadenzato ma non per questo meno devastante.








Dopo i bravissimi Backjumper il palco è tutto per lui, sua maestà Pino Scotto e subito una valanga di rock'n'roll ai massimi livelli ha sommerso il palco de i Cavalli di Troia. Pubblico in delirio e un Pino Scotto davvero in formissima sono state le vere ciliegine sulla torta per una serata che difficlmente i metaheads di Capitanata potranno dimenticare. L'ex vocalist dei Vanadium ha sfoderato alcuni dei suoi più celeberrimi cavalli di battagla quali 'Morta è la città', 'Come noi' brano scritto a quattro mani con J.Ax (durante il quale ha duettato con una delle allieve del buon Gianni), 'Piazza San Rock' e in fine due monumenti al rock quali 'Long live rock'n'roll' e il pensiero è andato automatico a quel piccolo, immenso gigante del metal di Ronnie James Dio (Rip) e 'Rock'n'roll' dei Led Zeppelin. Ovviamente non sono mancati le classiche fanculizzazioni del buon Pino, una delle reali attrattive del pubblico e vero trademark di un'artista che nonostante tutto continua ad essere ancora un vero capo legione del metal made in Italy e vera leggenda vivente dai tempi dei gloriosi Vanadium.

Un grande e meritato plauso va di diritto anche alla and di Pino cotto composta dal grande Steve Volta chitarrista impegnato,ricordiamolo anche con i Perpetual Fire e i Pandemonium il prodigioso ex batterista dei Node, Marco di Salvia e l sosia di Shane Embury, Frank Kopo al basso, i quali oltre ad offrire una prestazione musicale di grandissimo pregio, si sono distinti per disponibilità e premura nei confronti di un pubblico affamato di metal costretto spesso a lunghi digiuni.

In conclusione niente da obiettare circa la gestione artistica della serata che, come spesso accade in questi casi, si trova a svolgere incarichi che esulano e non di poco dalle proprie capacità, cercando di accontentare tutti nel senso più democratico del termine.
Ciò non toglie che di fronte alla possibilità di aprire un concerto per un mostro sacro del calibro di Pino Scotto, soprattutto se si tratta di una band agli esordi, c'è poco da discutere e molto da ringraziare.
Qualche amichevole tirata d'orecchie se la merita la gestione de I Cavalli di Troia che in breve tempo, da un ingresso gratuito ha posto il costo dell'entrata a 12 euro (10 europer le donne) rendendolo noto con un pò di ritardo ecausando qualche defezione di troppo, ma l'arcano più divertente ha riguardato le prevendite: se si è inseriti nell'elenco delle prevendite e si paga lo stesso prezzo del biglietto non vedo dove sia la differenza. (!?) Comunque sono dettagli tecnici che con qualche seduta in più a tavolino possono essere accomodati con tranquillità.

CONSIDERAZIONI FINALI
Prima di scagliare pietre bisogna tenere conto che la nostra zona non è certo rinomata per una consolidata tradizione festivalistica e perciò bisogna aspettare che questo 'pupone' cresca e si sviluppi nel migliore dei modi. Ma perchè cresca ha bisogno di cibo e quel cibo è il pubblico. Siamo noi. Perciò ragazzi, se dovete spendervi una venti euro utilizzatela per questi appuntamenti e non dite che di soldi non ce ne sono. Per andarvi a vedere gli Sbubrunzum (citando un caro amico e supporter della rivista) che vengono dall'ultimo remoto angolo della Norvegia e che registrano il suono della motosega nella foresta sareste disposti a spendere molto di più. Ma solo perchè vengono dalla Norvegia. Supportate invece la nostra scena. Non ha niente di inferiore rispetto ad altri. E questi appuntamenti lo dimostrano senza ombra di dubbio. Oggi è venuto Pino Scotto, domani chissà. Ma stà solo a noi, alla nostra presenza e al nostro supporto.
STAY METAL!!!

LEMMY



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