L:Prima di cominciare a parlare di note e delle varie influenze che contaminano il vostro sound, come descrivereste la scena di Perugia e dintorni? C'è una predominanza di uno stile in particolare?
A:Beh, la scena di Perugia si sta creando proprio in questi anni, noi siamo una delle band metal più longeve ma ci sono comunque molte realtà degne di nota, e c'è soprattutto un grande fermento tra le band emergenti, di ragazzi più giovani, quindi questo non può che renderci ottimisti. Per quanto riguarda il genere invece c'è una predilezione per le band più pesanti, di stampo death, ma a differenza di altre città c'è un giro anche di band metal classico. Per quanto mi riguarda, più varietà c'è, meglio è per tutti.
L: Il vostro marchio di fabbrica è contrassegnato, come ho anche ribadito nella vostra recensione, da una lungimiranza musicale molto ampia, condita con una caparbietà tecnica degna di nota. Tutto questo può essere riletto in un certo senso come una risposta alla piattezza che contraddistingue, in alcuni e non pochi casi, il power metal attuale?
A: Di questo ti ringrazio. Effettivamente la definizione power-thrash metal è molto nebulosa, lo so benissimo, accomuna band tra loro diametralmente opposte, eppure è l'unica che si avvicina a noi; l'abbiamo scelta per comodità, per non stare sempre a spiegare che i canoni ci stanno stretti e che anche all'interno di uno stesso disco ci piace variare e di molto. La scena power in realtà non la seguo più da tempo, si è inflazionata ed è giunta negli anni passati ad una fase di canonizzazione tale che si sono creati degli stereotipi ridicoli, che stanno uccidendo il genere. Purtroppo è da moltissimo che non sento grandi idee da questo fronte. Fortunatamente ci piace spaziare, sperimentare, ed ogni volta che acquisiamo un membro nuovo le influenze si rivoluzionano nuovamente: l'obiettivo per il prossimo disco è creare un sound facilmente riconoscibile che ci distingua sia dal power, che dal thrash, dal death, dal progressive e dall'hard rock, che sono insieme ad altre, le nostre influenze principali. Vogliamo offrire un nostro mix di ingredienti unico e sempre più efficace.
L: Quali sono le vostre influenze principali e avete avuto dei "maestri" a cui ispirarvi per forgiare la vostra mentalità musicale così aperta?
A: Io penso che se una persona nella vita è davvero creativa, curiosa, aperta, non disdegna nulla a priori, anzi sa cogliere del bello, dell'ispirazione, in tutto. A volte mi capita di leggere una frase, anche interpretandola in modo sbagliato, e mi si spalanca un mondo: tante sono le informazioni offerte oggi che ogni briciola può trasformarsi in una montagna, per chi ha la sensibilità giusta per saperla cogliere. Per quanto riguarda il songwriting, le ho provate tutte: mi sono confrontato con tanta gente e tuttora continuo a imparare cose sempre nuove, ma alla fine mi sono reso conto che per produrre musica davvero buona è necessario lasciar scorrere il rubinetto dell'ispirazione liberamente e cogliere quello che esce, anzichè studiare un pezzo a tavolino mettendo insieme quello che attira al momento la gente. Ci ho provato, ma alla fine sono tornato al mio vecchio metodo, che è quello che dà più soddisfazioni, a me e a chi mi ascolta. Tra le band che segnalo, stupefacenti per originalità e bellezza delle idee, metterei qualsiasi cosa prodotta da Devin Townsend nei suoi mille progetti, ed il periodo più barocco dei Blind Guardian. Ma questi due nomi sono solo la punta dell'iceberg.
L: Gearheart" è un concept album. Quali sono gli argomenti che trattate? Alla varietà stilistica corrisponde anche ad una varietà di temi affrontati?
A: Si e No. Nel senso che il tema è unico, ed è spiegato all'interno del booklet: un viaggio interiore attraverso diversi stati d'animo, ma la musica logicamente deve essere varia per descrivere i momenti più arrabbiati, o quelli più malinconici, in maniera credibile. Ho impiegato circa due anni e mezzo a mettere insieme i pezzi del puzzle, a scrivere ed arrangiare tutto, e nonostante ciò due pezzi sono rimasti fuori dal concept (che ne include sette su nove): gli ultimi due pezzi parlano di film, fumetti, videogiochi etc, come nella tradizione che abbiamo seguito nei due demo che hanno preceduto "Gearheart". Diciamo che vanno visti in chiave un po'goliardica questi ultimi, mentre il concept l'ho creato per tirare fuori da me un periodo molto duro e triste della mia vita, e mi è servito come da terapia per esorcizzare tutta la negatività che mi portavo dentro.
L: Come organizzate la vostra attività promozionale e live ed essendo un gruppo con una certa annosa esperienza che consigli dareste ai giovani gruppi, promettenti ma a volte sfortunati, per promuovere al meglio la loro musica?
A: INTERNET! Abbiamo la fortuna/sfortuna di appartenere ad una generazione che sguazza nel cosiddetto "villaggio globale", e dobbiamo sfruttarlo al massimo: mai prima dell'avvento della rete era stato possibile promuoversi gratuitamente arrivando a tanta gente. Come? Comunicati stampa alle tante webzine in circolazione, social network, mailing list, ci permettono di far sapere a tutti in tempo reale dove e quando suoneremo, tutti i dettagli, e dei pezzi in streaming delle band coinvolte. Questa è una grande fortuna che se da un lato inevitabilmente penalizza qualcuno dei big (e chissenefrega!), permette di creare interesse, movimento, organizzare meglio le date e far venire più gente. Ovviamente tutti hanno diritto di parola sulla rete, anche gente che non propone nulla di buono, ma fa parte del gioco, è giusto che sia così e alla fine come sempre è solo la qualità a rimanere.
L: Quali sono gli album della vostra vita?
A: Sono veramente troppi. Ne cito cinque per comodità, ma potrei andare avanti all'infinito:
1 Queen: A Kind of Magic
2 Aerosmith: Nine Lives
3 In Flames: Clayman
4 Children of Bodom: Follow the Reaper
5 Fear Factory: Demanufacture
L: A voi la parola su tutto: prossimi appuntamenti, discografici, live ecc.
A: Al momento a livello live siamo fermi dato che abbiamo recentemente cambiato batterista causa impegni di lavoro del buon Reanimator, ma nel frattempo stiamo lavorando per rinnovare completamente il sito ( http://www.stridermetal.com ), nella forma e nei contenuti (ecco perchè è un po'che non lo aggiorniamo!), il myspace
( http://www.myspace.com/stridermetal ), e stiamo scrivendo materiale per il prossimo cd, che si preannuncia un ulteriore passo avanti rispetto a "Gearheart", specie in chiave live. Continuate a seguirci, presto annunceremo qualche data, magari fuori Umbria, e se tutto va bene usciremo presto con un video promozionale. Nel frattempo ti ringrazio per la bella intervista, e speriamo di risentirci quanto prima con del nuovo materiale, una line up finalmente stabile e qualche data magari dalle vostre parti! Concludo dicendo che contattandoci tramite il sito o tramite il myspace è possibile acquistare il nostro disco Gearheart a 8 euro (meno di un euro a canzone, con un bellissimo booklet a 8 pagine a colori con testi), 10 comprensivo di spese di spedizione, e tutta la nostra discografia (cioè oltre a Gearheart i demo Omega e Ultima) a 15 euro. I due demo singolarmente a 5 euro cadauno. Stay Tuned!
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