MENU PRINCIPALE

INTERVISTA AL CHITARRISTA IVAN MIHALIJEVIC
IVAN MIHALIJEVIC & SIDE EFFECTS

(from L to R) Majkl Jagunic (bs), Ivan Mihaljevic, (vc, guitar, key), Alen Frljak (drums)

Nonostante i suoi ventitrè anni, Ivan Mihaljevic è già considerato uno dei chitarristi più virtuosi della sua generazione e il suo curriculum è già nutrito di punti di estremo interesse. Il buon Ivan ha al suo attivo: una partecipazione al Wacken Open Air 2005 nel quale si è esibito assieme agli Hard Times, band di punta della Croazia, (e tutto questo a soli diciotto anni), ha incrociato i ferri del mestiere assieme a teste di serie del calibro di Billy Sheehan e Les Paul e ha aperto concerti per Paul Gilbert. In tutto questo trova spazio per l'attività didattica e quella concertistica, portata avanti sia col suo gruppo, i Side Effects, che con gli Hard Times. Ivan, prima ancora di essere un eccellente chitarrista è una grande persona, umile e seria, dotata di grande sincerità e schiettezza e soprattutto poco amante delle etichette e dei luoghi comuni. Con grande gentilezza Ivan si è concesso ai microfoni email di Apulian Destruction per una bella chiacchierata, in un freddo inizio primavera del 2010.
 

 

L: Dunque caro Ivan. Prima di tutto permettimi di farti i complimenti per Sandcastle.
È un lavoro davvero notevole per un musicista così giovane. Com'è stata la reazione del pubblico e delle riviste musicali al tuo lavoro?

I.M: Grazie davvero tanto Lemmy! Le reazioni sono state ottime, più di quanto mi aspettassi. Tutte le recensioni sono state positive e il pubblico adora l'album.

L: Ho ascoltato Sandcastle con molta attenzione e a differenza di molti altri lavori similari mi è sembrato di percepire che il tuo stile invogli ad applicarsi sulla chitarra con maggiore perizia, piuttosto che a spaventarsi per le tue performance. Cosa ne pensi?

I.M: Mi sono sempre preoccupato di sviluppare il mio stile e non ho pensato molto alla sensazione di 'spavento' che avrei potuto o meno procurare nei miei ascoltatori. Non mi fermerò mai. Io amo sperimentare nuove cose nella musica e osservare come queste si evolvono. Ho imparato davvero molto dai miei chitarristi preferiti, come Paul Gilbert, Richie Kotzen, John Petrucci e Steve Lukather…e cerco di fondere tutte queste influenze con qualcosa che sia proprio mio.

L: Ho voluto farti questa domanda perché spesso in certi lavori (vedi Malmsteen & soci) sembra quasi che il musicista crei una sorta di barriera fra se e quel particolare target di pubblico che desidererebbe imparare da lui o ispirarsi al suo sound.
Nell' ascoltarti e nel vedere i tuoi video su youtube, ho notato che ti approcci alla musica e all'esecuzione con uno spirito diverso, più leggero. Quanto conta la condivisione delle tue conoscenze musicali con chi ti sta vicino?

I.M: Personalmente non mi ritengo un ragazzo “enigmatico” e non desidero esserlo. Cerco solamente di essere il più semplice possibile. Ti dirò che quando mi viene chiesto di condividere la conoscenza della chitarra o quando realizzo delle video-lezioni (cosa che faccio di tanto in tanto), sono veramente pigro, ma sono sempre lieto di rispondere a qualsiasi domanda sulla chitarra, o sull' esecuzione e aiutare qualche amico chitarrista.

L: Riprendendo la domanda precedente, come ti poni di fronte all' insegnamento della chitarra? Qual è il tuo metodo?

I.M: Come ti ho risposto prima, attualmente sono un pò svogliato sotto questo aspetto. Ma quando devo fare una lezione cerco sempre di dare il mio meglio. Il segreto è non avere segreti. Io illustro esattamente tutto quel bagaglio di conoscenze che mi hanno permesso di arrivare al livello in cui mi trovo ora.

L: Siamo quasi alle soglie dell'uscita del tuo nuovo lavoro. Puoi darmi qualche anticipazione?
Titolo, tracklist e soprattutto com'è stato concepito?

I.M: Come probabilmente saprai il titolo dell'album è Destination Unknown. Contiene undici brani originali nuovi di zecca.
Ma la cosa più interessante è che a questo lavoro hanno collaborato grandi ospiti (Brett Garsed, Phil Hilborne, John Denner, Marko Osmanovic, Igor Tatarevic, Danko Krznaric).
Ho registrato l'album con la mia nuova band i Side Effects a cui sono veramente grato. Ho un batterista stupefacente, il suo nome è Alen Frljak (cercalo su youtube, è davvero un grande).
Al basso invece c'è Majkl Jagunic, il quale provvede a creare un groove di rock molto compatto. E' dotato di un sound veramente ottimo.

IVAN MIHALIJEVIC

L: Da amante del progressive rock-metal, mi viene da chiederti quali sono le tue influenze in questo stile?

I.M: In verità non mi piace classificare la musica in generi. Piuttosto preferisco parlare di musica che mi piace e che non mi piace. Ma se proprio devo dirla tutta apprezzo parecchi artisti che di solito vengono definiti o si definiscono progressive. Adoro band come i Dream Theater, i Pink Floyd, i Pain of Salvation, Steve Vai, i Queen e i Toto. Alcune di questi gruppi potrebbero non essere etichettati con la parola progressive ma, in definitiva, nel loro sound è molto presente questo stile.

L: Esistono molte scuole di pensiero circa il significato del termine progressive.
Per te cosa significa?

I.M: Come ti ho detto prima non mi piacciono le classificazioni per genere, perché mi sembra di chiudere la musica all'interno di un confine. Quando compongo una canzone non cerco di creare un brano progressive. Cerco di comporre una buona canzone. Con il termine progressive di solito s'intende una musica complessa – composta da molte sezioni, cambi di tonalità e di tempo…

L: L'Italia è stata una nazione che ha esportato e continua ad esportare molte ottime band progressive. Ne conosci qualcuna?

I.M: Ho ascoltato alcune band su myspace e ve ne sono alcune davvero valide, ma non ricordo bene i nomi ora.

L: Purtroppo la tua bellissima terra per molti anni è stata interessata da una guerra terribile. Che ricordi hai di quei momenti e quanto di quelle immagini sono presenti nella tua musica?

I.M: Si, ricordo la guerra. Ricordo le scene terribili che si vedevano al telegiornale, ogni giorno. Mio padre era nell'esercito. Ci sono infatti alcuni testi contro la guerra fra le mie canzoni. Penso che un conflitto non dovrebbe mai scoppiare. Le persone sono capaci di parlare e di comunicare! Quindi la guerra è solo una soluzione primitiva.

L: M'è venuta in mente questa domanda perché nella tua libertà compositiva ho letto chiaramente la tua voglia di superare ogni barriera, ideologica o stilistica.
Può essere questa una chiave di lettura della tua musica?

I.M: Penso che tu abbia ragione. Ho sempre cercato di rompere tutte le barriere e di trasformare qualunque idea presente nella mia mente in una canzone.

L: Cosa mi dici della risata del bambino che accompagna la tua personale versione de La Primavera di Vivaldi? L' ho trovata una scelta molto bella ed interessante.

I.M: Penso che la risata del bambino sia a metà del pezzo. Quando ero piccolo era uno dei miei pezzi preferiti di musica classica. Non penso di aver ascoltato altri artisti realizzare un arrangiamento in stile heavy metal di questo brano. Certo, ho ascoltato chitarristi che lo suonavano con la chitarra elettrica ma sempre con il supporto di un'orchestra e mai eseguito da una band completa con tanto di batteria e chitarre distorte. Così ho deciso di farlo io e credo che il risultato sia davvero divertente.

L: Parlando di musica classica, qual è il compositore che ami di più?

I.M: Se ti dicessi che ascolto un sacco di musica classica, ti direi una bugia. Mi piace ascoltare Mozart, Bach e Chopin di tanto in tanto.

L: Quando ti vuoi rilassare che cosa ti piace ascoltare di più?

I.M: Forse qualcosa di Keith Urban. E' davvero un grande musicista e la sua musica è veramente rilassante.

L: Quanto tempo dedichi allo studio della chitarra?

I.M: Negli ultimi mesi ho dedicato molto più tempo ad impratichirmi nel canto. Ma non ho tralasciato lo studio della chitarra, alla quale mi dedico ogni giorno.
Tra l'altro sono molto impegnato fra prove, spettacoli dal vivo e sessioni di registrazione, così stò molto tempo con la chitarra in mano, ma non stò seguendo uno stretto regime di studio.

L: Quando si parla di te appare spesso il termine shredding o shred. Qual'è la tua idea in proposito?

I.M: Ho sempre affermato che il termine shred per me rappresenta qualcosa di molto confuso. Certo si riferisce chiaramente ad un'esecuzione veloce con una chitarra distorta. Non capisco perchè ci sia il bisogno di un nome specifico per un modo di suonare velocemente la chitarra, quando non esiste un termine specifico per identificare uno stile lento sia sulla chitarra che sul pianoforte - è solo un modo di suonare lentamente il pianoforte. Inoltre non capisco perchè la gente tenda a classificare un chitarrista come shredder solo perchè questo usa licks veloci. Al contrario non hanno un termine per classificare un chitarrista che qualche volta suona lentamente.
Obbiettivamente non mi considero uno shredder, ma non ho problemi se qualcuno afferma il contrario.

L: Com'è la situazione musicale in Croazia?

I.M: La scena croata attualmente stà vivendo una situazione di stasi. Ci sono molte grandi band, ma alcune delle più famose attualmente fanno veramente schifo...e in molti club si suona della musica davvero terribile. Così la situazione non è molto buona alla fine, ma vorrei approfittare di questo spazio per menzionare alcune grandi band che non purtroppo non godono di una grande visibilità. La mia rockband croata preferita sono i Cota G4. C'è anche una band composta da ragazzi molto giovani chiamata Off Duty che sono veramente stupefacenti per quello che fanno. Se sei particolarmente addentro alla musica metal più estrema cerca assolutamente gli Inciter. (Fautori di un ottimo thrash/prog metal. www.myspace.com/inciterband ndr.)

L: Se ti va posso passarti l'idea. Apulian Destruction, come sito si è proposto di raccogliere ed archiviare buona parte della scena (!) musicale (!!) del sud dell'Italia. Si potrebbe fare lo stesso realizzando un sito che raccolga tutta la scena musicale croata. Cosa ne pensi? Parlo seriamente eh!

I.M: Ci sono molti siti internet sul metal in Croazia, ma non sono sicuro se ci sia qualcuno che si dedichi esclusivamente alle band croate.

L: Hai avuto modo di suonare in grossi festival, compreso al Wacken Open Air nel 2005 in Germania. Come hai affrontato quella situazione?

I.M: Si, avevo diciotto anni e i ragazzi degli Hard Times (la più importante band metal croata) mi invitarono a suonare con loro al Wacken Open Air .
Il loro chitarrista titolare non era disponibile per suonare al festival (e ancora oggi non so per quale motivo) e così mi chiamarono una settimana prima dello show per rimpiazzarlo. Dovetti imparare tutte le canzoni in due giorni però l'esibizione andò alla grande! Dopo un anno e mezzo sono entrato nella band in pianta stabile.

L: E dell' Heineken Jammin Festival cosa mi dici? So che sei in gara per poter suonare. È un festival molto vario dal punto di vista musicale e quindi dovrebbe essere una bella situazione per te. Cosa ne pensi?

I.M: Questi festival rappresentano una grande opportunità per ascoltare un sacco di band famose in un unico posto e sono inoltre una grande occasione per gli artisti dell'underground per farsi notare da un grosso pubblico.

L: Domanda canonica. Quali sono i tuoi prossimi impegni musicali a parte l'Heineken Jammin Festival (al quale ti auguro che tu possa accedere)? Farai delle clinic o concerti anche in Italia?

I.M: Lo spero. Mi auguro che dopo l'uscita dell'album possa essere disponibile per un tour italiano con la mia band.

L: Siamo arrivati alla fine di questa bella chiacchierata Ivan. Dimmi tre aggettivi per definire te stesso e tre aggettivi per definire gli ottimi musicisti che compongono i tuoi Side Effects.

I.M: Non sono capace di descrivermi, ma ti posso dire qualcosa su Alene e Majkl.
Majkl: affidabile, estroverso, flemmatico
Alen: talentuoso, divertente, chiacchierone

L: Grazie Ivan e in bocca al lupo per tutto

I.M: Grazie a te per l'intervista e a presto.*

LEMMY

*Un grosso ringraziamento a Paola C. che si è prodigata per la traduzione e per la correzione dell'intervista.

 


<<<indietro

Home - News - La nostra storia - Bands - Morgan Festival -AD graphics - Download - People - Photos - Video - Reviews - Radio - Glossario - A.D.Agency - Cdr Series - Forum - Links - Contact