La terza band , che realizzò il tridente di forza del thrash metal foggiano, durante la fine degli anni'80, furono gli
Insane, cappeggiati da Nicky Miscioscia, chitarrista che avevamo già trovato a fiancheggiare l'iperattivo Gianni "The Beast" Colonna nel primo capitolo discografico dei
Social Mayhem ("
Vigilantes of total mayhem" nda.) Nel marzo di quel magico e prolifico 1989, anno in cui furono partoriti "
The Age of Rage" dei
Thrashing Rage e "
Violent Korps" dei
Social Mayhem, anche gli
Insane dissero la loro con "
Full of insanity": una demo decisamente sferzante e priva del pur minimo compromesso. Il sound di questo quartetto decisamente incazzato e fuoribondo è un misto di thrash tedesco, thrash americano(Testament in primis) e molta personalità.
L'
incipit della demo è dato da "
Souvenir", un intro degno di qualche capolavoro del cinema TRASH anni'70 a'là Pierino e cose del genere ma la goliardia dell'intro lascia subito spazio alla dura "
I'm Insane", brano che alterna riffs molto di scuola "Bay Area" con intrecci melodici molto ricercati e decisamente "INSANE". Altro calcio in culo con "
Reign of terror", brano annunciato a suon di riffs thrash in andamento minoreggiante, con un tempo sincopato da mitragliatrice, un cantato decisamente "grunge" ed un ritornello fra i più cantabili di tutta la demo. Interessante anche il bridge, squisitamente ritmico.
Si prosegue col "thrash'n'roll" di "
Depression Child", brano particolarissimo, munito di un intro ed un outro degni di "Ice cream man" dei Van Halen, ma la realtà è ben altra: siamo al cospetto di uno dei pezzi più cattivi e nevrotici della demo ma anche di quello dal feeling più interessante di tutto il lavoro.
Chiude questo allegro carnevale thrash "
Merchants of death", brano molto speed con una parte in particolare che mi ricorda decisamente il lavoro chitarristico di
Jeff Young in "
So far, so good, so what" dei
Megadeth, il resto è di spiccata tendenza slayeriana.
A conti fatti, possedere i tre album a data '89, di Foggia è come tenere in mano la copia master di "Reign in blood" e stavolta 'fanculo a malincuore agli Slayer e a tutte quelle tendenze esterofile e provincialotte ma i gruppi metal di allora spaccavano il culo veramente e non avevano niente da invidiare a nessuno.
Siamo a Foggia e pare, che in quel magico e lontano 1989, qualcosa della Bay Area fosse viva e pulsante qui.
LEMMY