Tutto è soggetto a cambiamento e la musica è una sostanza che non può vivere senza evolversi, così tante band, così gli Impure Domain. Dopo lo start iniziale a suon di black metal molto old style, seppur riletto in maniera molto personale, il quintetto, orfano di due quinti della band, ovvero i chitarristi
Nethunshiel e
Baron Frankenheimer, reclutano fra le loro fila i due promettenti
Xhela e
Psyckoblaster
(quest'ultimo deus ex machina dei deathsters
Inner Creation). Riassettati in questa maniera, gli Impure Domain si buttano in una sfrenata orgia di black metal condito con elettronica apocalittica e stupri meccanici dello scibile musicale. Undici brani di pura apocalisse. Oramai abbandonate le velleità "pure fucking armageddon" gli Impure Domain si lanciano in questo nuovo pianeta fatto di plastici risvolti dell' assoluto, affermandosi come degli innovatori e comunque, sia per chi ammetta che per chi non ammetta questi cambiamenti, degli avanguardisti del genere.