RECENSIONE "UNREAL TERROR - ...RULES THE NIGHT" di Klaus Petrovic (Crac Ed. 2017)
genere: monografia
AlexNespoli, venerdì 23 marzo 2018 - 17:27:00

unrealterror

Raccontare il Metal degli anni Ottanta è un'arte, poiché, assieme alla Musica (quella con la M maiuscola) si raccontano tante storie di vita vissuta, di prove, di epiche bevute, di personaggi al limite del leggendario e di concerti. Tanti concerti, vissuti sia da protagonisti che da pubblico, ma in entrambi i casi percepiti non con la tragicomica propensione odierna a trasformare tutto in moda, ma con lo spirito avventuriero di un antico guerriero pronto a ricucirsi da solo le ferite, citando il testo di una splendida canzone di Ivan Graziani, intitolata appunto "I Metallari".

Questo doveroso preambolo si è reso necessario e doveroso per creare, o meglio ricreare il giusto contesto emozionale, propedeutico all'approccio di questo bellissimo libro intitolato "Unreal Terror - ...Rules the Night" di Klaus Petrovic edito dalla Crac Edizioni, gentilmente donatoci da uno dei protagonisti principali, Enio Nicolini, storico bassista del combo abruzzese, proprio in occasione del suo live act da solista assieme ai baresi The Ossuary, nella cornice "old school" del Groove Live Club di Foggia, il 21 marzo scorso.

La prosa di Klaus Petrovic, blasonato creatore della webzine "Italia di Metallo" e noto collaboratore di altre importanti riviste del settore, risente di quella passionalità tipica di chi ha vissuto quegli anni nodali e seminali, dove la scarsità di mezzi, nell'effettiva realtà, si traduceva in una vera ricchezza di stimoli ed intenti, soprattutto se paragonata ad oggi, dove l'era di Internet ha radicalmente semplificato la vita di alcuni fan e musicisti, oramai abituati a saltare troppo velocemente delle tappe fondamentali della creazione di una band e del lavoro compositivo ed organizzativo: il lavoro più bello proprio perché quello più duro e faticoso. Trattandosi di un libro che affronta argomenti, figli del proprio tempo, non mancano ovviamente dei confronti generazionali rispetto al mondo odierno, ma leggendo fra le righe, si capisce che la critica costruttiva mossa da questi leoni della scena, non è la solita riproposizione della consunta quanto risibile matrice del "si stava meglio quando si stava peggio". Tutt'altro. La critica è rivolta all'uso bulimico ed esagerato/esagitato del mezzo informatico che in taluni casi, è degenerato in un infiacchimento generale da parte del pubblico e degli artisti dell'underground, facendo ovviamente le debite distinzioni.
In altre parole l'invasiva facilitazione del web, ha ridotto il rimboccarsi le maniche, l'aguzzare l'ingegno e muovere il proverbiale culo, detto in termini molto schietti.

Questa precisazione di ordine generazionale si è rivelata necessaria per entrare in sintonia con la storia narrata, la storia di una band che dalla fine degli anni'70 ad oggi ha calcato palchi grandi e piccoli, ha viaggiato per tutta l'Italia e l'Estero, passando attraverso quattro decadi, fra infiammate partenze e drastiche frenate, prima fra tutte la frattura con il grande Mario "The Black" Di Donato, storico chitarrista della band e poi leader dei Requiem dei The Black, figura seminale del Doom Metal tricolore. È una storia di amicizia vera e tangibile, di attitudine e di incrollabile onestà, di incomprensioni e di mature riconciliazioni in nome della Musica e dell'Amicizia. Si ride e ci si commuove, si festeggia per i successi e si ride a crepapelle di fronte a certe situazioni degne dei film di Bud Spencer e Terence Hill, fra mangiate e bevute epiche, con tanto di scazzottate e rullanti fatti volare per aria; ci si immalinconisce pensando a personaggi che sono andati via troppo presto o a tutte quelle sfortune che hanno impedito, (per fortuna non del tutto) ad una band come gli Unreal Terror, di godere di una produzione commisurata agli sforzi e alla determinazione che da sempre ha contraddistinto questa eccellenza del Metal italiano.

Insieme agli U.T si vivono momenti storici per l'Underground, come i grandi raduni degli anni Ottanta, caratterizzati dalla presenza di nomi di punta quali Iron Maiden, Motley Crue e Motorhead (soprattutto questi ultimi di cui Enio Nicolini è un gran fan ndr.) e i piccoli grandi appuntamenti che sono rimasti nella memoria collettiva dell'Underground, quale lo storico Italian Metal Revenge, primo festival metal del sud Italia, svoltosi a Giovinazzo (BA) il 3 agosto del 1986, sotto una calura infernale. Ma ciò che rende questa libro davvero reale, tangibile e così vicino a noi, è il forte senso delle radici, innato in tutte le testimonianze dei principali attori che popolano la narrazione scorrevole e precisa di Petrovic. Dopo ogni viaggio sfiancante, in condizioni spesso disagevoli, si torna sempre nella calda Pescara o nei paesi dei dintorni, posti sicuri, che sanno di casa, che odorano di mare, di buon vino e di gustosi arrosticini, momenti vissuti con i propri fan e amici. Una dimensione leggera, fatta di eventi veri, così lontani dai bagordi esclusivi, sofisticati e autodistruttivi di molte osannate rockstar d'oltreoceano, ammalate di successo e di albagia.

Giunti alla fine dell'ultima pagina, chiusa con un senso di speranza per il fortuito destino occorso alla band, oggi attualmente in piena attività nonostante lo storico vocalist Luciano Palermi viva stabilmente a Los Angeles, si ha la sensazione di aver vissuto pienamente ed in prima persona quanto si è letto. Un plauso quindi all'opera paziente di Klaus Petrovic, non soltanto nel raccogliere le molteplici testimonianze, corredate con foto e materiale vario, proveniente dagli archivi della band, ma nel saper ricucire il tutto con un dinamismo e un approccio "friendly" tale, da rendere questo libro accessibile a tutti, anche ai non addetti ai lavori. "Unreal Terror - ...Rules the night" è un libro da leggere e da rileggere sempre tutto d'un fiato, a cui tutti possono e anzi dovrebbero accedere; sia chi ha vissuto quegli anni e sicuramente un po' li rimpiange (ma con l'intima convinzione che, se venissero a mancare certe odierne facilitazioni, si potrebbe tornare a quella vita 'all'aria aperta' ndr.), sia soprattutto, i giovani che vogliano capire cosa fossero davvero gli anni Ottanta sia sotto il punto di vista creativo che esistenziale.

In ultima istanza, forse questo libro potrebbe contribuire ad insegnare alle giovani generazioni che gestire davvero una band, cavalcare un sogno con tutta la determinazione, la buona volontà e una buona dose di ostinazione, non è né facile, né tantomeno tempo perso. Spesso, per tutta una serie di situazioni, indipendenti dalla propria volontà, può capitare che non vengano riconosciuti i giusti sforzi, o che la propria fiera abnegazione venga derisa e sbeffeggiata, in altri casi ignorata del tutto. Alla luce di questo, la lezione degli Unreal Terror, almeno nell'interpretazione che ne abbiamo desunto dalla lettura di questo libro, è che una porta chiusa in faccia, vale tutte le pedate per abbatterla e in questa immagine, sicuramente poco romantica ma efficace, rivediamo per intero il titanico batterista degli U.T, Silvio "Spaccalegna" Canzano, descritto come un personaggio a metà strada fra un Bud Spencer dai modi ancora più risoluti e un MacGyver dell'Heavy Metal, prendere questa regola terribilmente alla lettera.
Qualcuno potrebbe chiedere il perché di tanta ostinazione e cocciutaggine magari di fronte a tante porte chiuse, pronte ad essere sfondate. Bene, la risposta è molto semplice. Perché questo genere, che molti di noi ascoltano da una vita, che ha accompagnato tanti momenti delle nostre esistenze, dai primi capelli lunghi ai primi fili bianchi e che continua ad accomunare generazioni diverse, come Enio e suo figlio Iader (che oggi milita stabilmente negli Unreal Terror insieme al padre), è una cosa seria.
Il Metal, quello vero, è una cosa seria. Terribilmente e meravigliosamente seria. Buona lettura.


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questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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