BREAKING SOUND METAL FESTIVAL 31/07/2016 @ Piazza Mercato - Mesagne (BR)
Necrodeath +Shores of Null +Dewfall + Slowdeath + Evilive + Christine IX + Last Resistance
AlexNespoli, sabato 13 agosto 2016 - 09:41:00



In occasione della sua scorsa edizione, fui contento di incipitare la prima recensione della prima edizione del Breaking Sound Metal Festival, con “È davvero un piacere assistere alla nascita di un festival”. Orbene, quest'anno, la buona impressione registrata nella scorsa edizione, ha avuto una sua puntuale riconferma.
La buona impressione era stata già a suo tempo preconfermata a partire già dalla location, la stessa dello scorso anno, caratterizzata da un parcheggio spazioso immediatamente vicino alla zona palco e ad uno spazio vitale decisamente in linea con lo spirito della giornata.
Una volta giunti sul posto, intorno alle ore 18, il soundcheck è ormai agli sgoccioli e, nonostante i pochi puntuali avventori e il caldo a dir poco soffocante, il concerto inizia senza intoppi, in attesa dei tanto amati fusti di birra.

LAST RESISTANCE



Si parte a suon di craniate con i giovani Last Resistance, band brindisina attiva dal 2013 con all'attivo una demo eponima datata 2015. Il combo salentino ha subito preso possesso del palco, facendosi strada col proprio alternative metal, impostato su una base groove molto evidente e variegata, anche se ancora acerba in alcuni punti. Sfidando le temparature equatoriali, i cinque hanno aperto degnamente e in maniera qualitativamente alta, la seconda edizione del festival, per la felicità dei supporter, che sin dai primi steps, non hanno esitato a far sentire la propria voce.

CHRISTINE IX



Dopo l'abituale struscio post concerto, si cerca un po' di frescura, approfittando del sole calante e delle calanti e oniriche atmosfere dei leccesi Christine IX. Artefici di un sound molto rarefatto, a metà quasi fra venature post punk e dark wave e un ambient molto di concetto, i ragazzi leccesi hanno sfumato, e non di poco, l'attitudine estrema del festival, offrendo comunque una prestazione, soprattutto nella figura della frontwoman Cristiane IX (già in forza nelle Shotgun Babies), interessante e moderatamente d'impatto. Più d'ascolto che non da spacco.

EVILLIVE



Con i tarantini Evillive ritorniamo su atmosfere death metal, tanto elastiche quanto profondamente old school. Attivi da più di dieci anni, i ragazzi vantano un'ottima esperienza live dimostrando, esattamente come recita il loro moniker, di raggiungere proprio nella dimensione live, il meglio del loro approccio musicale. Uno show quadrato, negli schemi, con una buona partecipazione del pubblico e un buon feeling.

SLOWDEATH



Dopo il canonico giro per gli stand del festival, limitato nel nostro caso allo stand del buon Tony di Detroit Rock City Music Store, dal palco parte un piccolo accenno di “Touch of Evil” dei Judas Priest. Si tratta degli Slowdeath, band leccese ritornata in attività dopo cinque anni di fermo. Tecnicamente ineccepibili (forse un pochetto esagerati) a dispetto del nome, gli S.D propongono un heavy metal dai toni marcatamente epici, ottantiani, pirotecnici e chi più ne ha più ne metta. Con tanto di bella odalisca rinchiusa in gabbia, la band ha dato vita ad un show eccessivo, pompato e carico dall'inizio alla fine, al quale i loggionisti della pogo, non si sono sottratti. Tra spettacoli pirotecnici, solos sparati e spalmati a velocità notevole lungo il palco, i ragazzi from Lecce, possono essere piaciuti o meno, ma non si può certamente non apprezzare la loro notevole gestione del palco e l'impatto sonoro del loro sound.

DEWFALL



Teatralità interconnessa ad un black metal dai toni spiccatamente avantgarde: basterebbe questo per descrivere in poche righe il sound di una band che ben conosciamo su Apulian Destruction, ma che sul palco sa tenere alto il profilo, grazie soprattutto ad una musicalità e ad una tensione contrappuntistica, coinvolgenti sia per i pogatori da competizione che per i semplici nerdoni dell'ascolto. Anche in questa occasione i Dewfall hanno dato vita ad uno show monolitico e quadrato, senza troppi fronzoli e molto definito, vissuto come al solito con impassibile seriatà e totale supporto del pubblico.

SHORES OF NULL



Ci si avvicina così alla fase calda del festival. Nonostante la presenza non proprio larga del pubblico, c'è attesa per i capitolini Shores of Null, ormai “vicini di casa” e presenze costanti nel cartellone metal pugliese. Ancora una volta, gli S.o.N hanno dato vita ad uno show pompato e pachidermico, caratterizzato da una moderata dose di poliritmia, suoni scavati e poderosi. Ottima la risposta del pubblico che non è rimasto immune alla schiettezza di questa band che con il suo primo album “Quiescience”, ha saputo confezionare una dei migliori prodotti, a livello italiano, degli ultimi anni.

NECRODEATH



E si arriva così agli headliner, i Necrodeath, ormai vecchie conoscenze del Sud Italia, sulla cui presenza scenica e "peso" storico negli annali del metal tricolore, sarebbe anche inutile spendere parole. Ma ancora una volta la risposta positiva del pubblico ha creato un circuito virtuoso con i deathsters genovesi, i quali hanno dato vita ad una performance particolarmente coinvolgente, ricca di momenti memorabili, di pogo devastanti. In particolare Flegias ha esplicitamente ringraziato l'organizzazione del Breaking Sound per l'encomiabile lavoro svolto in una zona solitamente un po' digiuna di questi eventi. Da ricordare il pogo su “Anticipation of Death” dallo storico primo album “Mater of all Evil” del 1999. Si raggiunge il culmine con la cover di chiusura, dedicata da Flegias all'indimenticato Jeff Hannemann con la storica cover di “Black Magic”. Curiosa se non per dire simpatica, la curiosità di certi "non parrocchiani", che sfidando la sorte, si sono inerpicati sin lungo le Malebolgie della pogo, documentando il tutto cellulari alla mano.


Si conclude così il secondo capitolo del Breaking Sound Metal Festival, a cui, aggiungiamo, siamo stati molto felici di aver partecipato. Fermo restando che la strada è ancora lunga e le possibilità di miglioramento infinite, non possiamo fare altro che elogiare l'iniziativa dei ragazzi della Breaking Sound, che sempre, a costo di grandi sacrifici e impegno, hanno assicurato anche quest'anno un altro appuntamento. In particolare in questa edizione si è registrata una maggiore precisione nel rispetto del clock sul palco. Purtroppo, a fronte di una macchina organizzativa decisamente efficiente si è purtroppo dovuto prendere atto di un'affluenza di pubblico non proprio eclatante, problema quantomai ricorrente nella storia dei festival del Sud, nonostante l'ingresso gratuito, la qualità dei gruppi e il dovere, direi civico, di sostenere gli eventi Metal di casa nostra. A prescindere da tutto questo, decisamente pollice in su per il Breaking Sound Metal Festival e come per l'anno scorso, anche in questo caso auspichiamo una terza edizione ancora più carica e ricca di nomi e, si spera, di pubblico.
Stay Metal!!

Un sentito ringraziamento a Max Belo per aver messo i suoi scatti a disposizione della webzine



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questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
( http://www.apuliandestruction.com/e107_plugins/content/content.php?content.493 )