METAL SYMPOSIUM 12/05/2016
Violentor - Cancrena - Lazarus Must Die
AlexNespoli, domenica 15 maggio 2016 - 19:42:00

E arrivò la primavera. L'aria si inizia ad intiepidire (salvo qualche piovasco condito con aria fredda), si dismettono gli abiti pesanti e iniziano a comparire nell'armadio i primi smanicati, gilet ultrarattoppati e t-shirt a brandelli. Magari potessimo dire questo, ma da persone che non si perdono d'animo, i buoni metalheads sanno come riscaldare l'aria del giovedì. Il Metal Symposium si propone con un buon termoconvettore per riscaldare le serate. In particolare, quella di giovedì scorso, 12 maggio, è stata decisamente una di quelle belle cariche; il classico bombardone che ti fa tornare a casa con quel fischietto che perdura anche il giorno dopo, quasi a mo di ricordo. E non potrebbe essere altrimenti se i soggetti in questione sono i Lazarus Must Die, i Cancrena e i Violentor. Ma partiamo da principio.
Pellicano Pub, ore 21.45: Nonostante l'orario già si registra una buona affluenza di pubblico. Pochi minuti ed ecco salire sul palco i Lazarus Must Die.



Ammetto che il nome dei L.M.D non mi era affatto sconosciuto ma non avevo ancora avuto il piacere di sentirli e devo essere sincero di essere rimasto particolarmente colpito dal loro sound. Una miscela molto razionale e giustapposta di death/thrash con una forte impronta groovy, il tutto unito ad una capacità e ad un controllo tecnico, soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica, davvero sulle righe. Ottima la risposta del pubblico ad un inizio concerto davvero interessante, croccante e perfettamente all'altezza delle aspettative. Davvero un'ottima prova per il combo di Putignano.



Dopo una breve pausa sigaretta, giunge l'ora di far tremare seriamente la terra. Basta un solo nome: Cancrena e potremmo chiudere qui il report sulla loro esibizione. Ma non tanto per stringatezza, quanto per il fatto che è impossibile tradurre in parole le tonnellate, i litri, i megatoni di groove che questa grande band, attiva dal 1999, sa armare e detonare dovunque ed in tutte le condizioni live. Tecnici, ma che più che tecnici molto precisi e coesi. In una sola parola onesti col proprio sound e col proprio pubblico. Mai il thrash è stato così bluesy e pentatonico, dotato di un riffage pesante, devastante, tale da indurre al pogo anche uno affetto da osteoporosi.



E arriviamo così alla fine di una serata molto intima, ma giostrata con grande professionalità dallo staff del M.S.
Prendete il meglio (peggio) del metal anni 80, Venom, primi Slayer, i Motorhead, i Sarcofago; mischiate a velocità condendo il tutto con i bestemmioni più diffusi e coloriti. Forse riuscirete ad avere un'idea abbastanza chiara del magma sonoro profuso dal trio lucchese. Brutali, lineari, omogenei nella loro flatulenza metallica. L'aspetto particolare è che i Violentor non cercano l'innovazione né tantomeno non sembrano ricercarla. I loro brani seguono un profilo preciso, ripetitivo se volete ma non noioso. Con loro si ritorna indietro nel tempo di almeno trent'anni a quell'epoca dove i concerti si seguivano e si vivevano, sicuramente meglio e senza smartphone. Dove sudore, palle, testosterone e ubriachezza si amalgamavano in un brodo primordiale nel quale tutti noi, con qualche capello bianco, abbiamo sguazzato.
Un concerto animalesco, fuori dal paillettato di certi poser. I Violentor sono brutti, sporchi e cattivi. In una parola: Veri. Un sinonimo: Metal al 2000%.

La stagione calda del Metal Symposium non poteva iniziare meglio. See ya metalheadz!!

Un doveroso ringraziamento a Francesco Ferri per aver messo i suoi scatti a disposizione della testata


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questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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