APULIA Metal Fest 22/04/2016 @ Demodè Disco Club
NOVEMBRE + Zippo + Teverts + Vinterblot + Ginkgo Dawn Shock + Izo
AlexNespoli, mercoledì 11 maggio 2016 - 03:53:55

Prima di cominciare a parlare di quello che è stato l'evento Venerdì 22 Aprile, ci tenevo a scusarmi sia con l'organizzazione del concerto, sia con le band, che con la redazione di Apulian Destruction per il ritardo di consegna del report, purtroppo impegni e una brutta influenza si sono messi tra me e la tastiera del mio PC, spero mi perdoniate.
Anche se sono ormai passate due settimane ricordo bene ogni momento di quel gran concerto che i ragazzi di RockCult e A Desert Odyssey sono riusciti a tirare su per questa edizione dell'annuale appuntamento con l'APULIA Metal Fest. Ricordo bene anche quanto la pessima acustica della sala abbia quasi rovinato un concerto dalle premesse più che intriganti, ora non so dire se la responsabilità sia stata dei fonici o della sala in sé, ma certo è che il sound delle band è stato sicuramente penalizzato.
Quest'anno il festival ha assunto un sapore fortemente stoner e psichedelico, eccezione fatta per i bitontini Vinterblot ormai storici death metallars, influenzato dagli chef di A Desert Odyssey che già tempo fa portarono sempre sul palco del Demodè un festival stoner di grossa portata, con gli americani Karma to Burn come headliners. Alcuni dei gruppi che si sono esibiti infatti avevano già fatto godere il pubblico in quella occasione.
Ad aprire le danze ci sono stati leccesi Izo, band molto promettente che porta sul palco tutta la potenza dei riff lenti, brutti e sporchi classici del doom e dello stoner psichedelico. Li ho ascoltati per la prima volta in questa occasione e ne sono rimasto piacevolmente stupito, in quanto, nonostante la tenera età della band (attiva appena dal 2013/14), si nota una certa consapevolezza e ricercatezza nello stile e nell'espressione della loro personalità nella musica che suonano. Non posso fare altro che i miei personali complimenti.

Cambio palco veloce e subito cominciano i Ginkgo Dawn Shock. Questa giovane band di Molfetta è ormai molto conosciuta in tutta la scena pugliese per il suo talento non indifferente. Li ho sentiti numerosissime volte, ho condiviso il palco con loro, eppure non riescono mai a stancarmi, continuo sempre ad ascoltarli senza che mi annoino. Hanno portato sul palco alcuni dei brani tratti dal loro primo disco "Heed" più un nuovo brano di cui sfortunatamente mi è sfuggito il titolo. Finalmente è emersa la voce del cantante, Alessandro, che nel resto dei live (parlo almeno di quelli in cui ero presente) è sempre stata in parte nascosta dal sound corposo del resto della band. Unica pecca era il suono della batteria, troppo metal per il sound tendenzialmente prog psichedelico del quartetto molfettese, non ha purtroppo reso onore al grande drum setting del buon Gilberto Bufi.
Stesso discorso degli Ginkgo vale anche per la band che li ha seguiti sul palco deila sala grande del Demodè, i Vinterblot.
Il combo bitontino è ormai una garanzia per gli amanti del death metal di ispirazione puramente nord europea, portando sul palco tutta la potenza del nuovo super disco "Realms of the Untold". Che dire? Sempre impeccabili, sia dal punto di vista esecutivo che da quello della presenza scenica, con i loro headbanging da classici metallars incalliti.
Giusto il tempo di una birra, una sigaretta e quattro chiacchiere che i Teverts sono già sul palco pronti per cominciare. A questa band devo fare i complimenti più profondi per la disponibilità in quanto si sono trovati a sostituire all'ultimo secondo i Doomraiser (della cui defezione ignoro le cause), considerando che da Bari li separano circa un paio d'ore di macchina, essendo di Benevento. La compagine campana avevo avuto il piacere di conoscerla in occasione dei del "A Desert Odyssey Fest",ed avendoli pranzato insieme prima di quest'ultimo concerto, e fin da subito ho pensato che fosse uno dei pochissimi gruppi del genere cui appartengono (stoner) che mi piaccia davvero molto. Sono potenti, sporchi e psichedelici, cosa vorremo pretendere di più?! Assolutamente niente. In live sono stati grandi grazie ai muri sonori che spostano e alla graffiante voce di Phil, sempre azzeccata. Spero di rivederli il prima possibile.

Così come i campani, a quello stesso festival ebbi il piacere di ascoltare per la prima volta anche gli Zippo, che appunto li seguono sullo stage. Questa band pescarese dalle sfumature prog e stoner è davvero molto seguita nell'underground italiano, ed ha appena sfornato un disco di tutto rispetto intitolato "After Us" con la Apocalyptic Whichcraft Records. Nonostante il loro non sia un genere che seguo molto, eccezione fatta per i signori Tool, gli arrangiamenti di questa band mi sono piaciuti molto, belli i riff di chitarra e ottime le parti vocali di Dave, che rende tantissimo live oltre che in studio. Il sound complessivo quartetto abruzzese è devastante, ti entra nel cervello e non vuole più uscirne. Purtroppo mi sono perso i loro ultimi due pezzi causa "fila al banchetto delle birre", ma sicuramente non perderò l'occasione di rivederli qualora si trovino nuovamente in Puglia.

L'attesa che salga sul palco un pezzo di storia della musica metal italiana è allietata da quella famosa birra che si è fatta attendere e da un paio di sigarette. Gruppi del calibro dei Novembre non si vedono tutti i giorni, ed il fatto che siano un made in Italy aumenta solo l'eccitazione del momento in cui cominciano a suonare. Sulla loro performance non si può spicciare una parola, se non "perfetti". Vorrei poter dire la stessa cosa della situazione generale del loro concerto.....ma non posso.....Aldilà del fatto che, personalmente, li considero un super gruppo da ascoltare in studio ma purtroppo poco apprezzabili live, ma può essere anche solo una questione di punti di vista, il loro concerto è stato rovinato da un pessimo lavoro del service in quanto le uniche cose che emergeranno erano voce e batteria. Chitarre e basso sembravano un rumore di sottofondo indefinito perché poco chiare e con un volume sicuramente troppo basso, quindi non veniva resa assolutamente giustizia alla bellezza degli arrangiamenti e ai virtuosismi delle chitarre (perché neanche i soli riuscivano ad emergere). Dopo uno sconcertante inizio, nel quale quasi tutti del pubblico si sono accorti che qualcosa a livello sonoro non andava, la situazione è andata man mano migliorando durante il concerto. Peccato. Come ho già scritto, un gruppo di questo calibro non si vede tutti i giorni, e non riuscire a goderselo a pieno per "fattori esterni" è sempre un dispiacere.


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questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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