METAL CIRCUS 2016 - 09/01/2016
Sinister+The Monolith Deathcult+Sudden Death+Mesembria Magog
AlexNespoli, lunedì 08 febbraio 2016 - 05:56:00

Ancora grande metal a Foggia. E, ancora, è merito dell’organizzazione Projectarea Metalzone. Questa volta è il turno di una band di colossi del Death Metal mondiale, gli olandesi Sinister, venuti in Daunia per la loro unica data italiana. Bill molto compatto, con quasi tutte band di genere, tenutosi al Movida 2 ( ex Bulldog Club ), ossia lo stesso locale che aveva ospitato la memorabile serata con gli Mpire of Evil. Ma, partiamo per ordine.

MESEMBRIA MAGOG

Ad aprire la serata, i foggiani Mesembria Magog. Forse gli unici un poco spaesati in un bill all Death Metal. Conosco la band dagli esordi (era il 2000) e si è sempre mantenuta stilisticamente e liricamente coerente, sotto la guida dei fratelli Claudio e Stefano D’Onofrio. Un gruppo alternative metal che ha sempre strizzato l’occhio a band come Rammstein e Marilyn Manson. Sicuramente, il quintetto si sarebbe trovato più a suo agio in un cartellone di band goth o black metal.
Il repertorio è stato principalmente di cover, rivisitate in chiave electro-alternative. Non poteva mancare "Disposable Teens", del loro idolo Marilyn Manson. E poi "Shout" (dei Tears for Fears), "Helter Skelter" (Beatles), "Amerika (Rammstein), "Revelation Revolution" (Rob Zombie), solo per citarne alcune. I Mesembria hanno macinato un’esperienza live di tutto rispetto, nel corso di questi anni. Non hanno affatto sfigurato, però, sarebbe stato bello poter vedere pezzi frutto del loro songwriting, che in passato non è mai loro mancato. Va sottolineato il merito di non aver mai ceduto alle sirene delle mode e di suonare, dopo 16 anni, la stessa musica. Frutto della propria predilezione personale e della propria passione e non delle comode mode del momento. Poi, i nostri concittadini hanno “difeso” il nome musicale della città. Il giudizio complessivo è più che positivo.

SUDDEN DEATH

Subito dopo, è stato il turno dei Sudden Death. Nascono nel 1998, a Genzano di Roma ( Roma ) per mano di Andrea Pro (batteria), Marco "Pritto" Brinoni (chitarra e voce, ora non più nella band) e Luigi Maiolini (chitarra) con l'intento di suonare death metal e brutal di matrice americana sulla scia di Cannibal Corpse, Suffocation ecc. Notevole la loro attività live di spalla a band di primo piano, anche internazionali, come Napalm Death, Brutal Truth, Exodus, Suffocation e molte altre. Tre gli album all’attivo, tra cui Monolith Of Sorrow, l’ultimo, del 2014. E, infatti, ben 7 pezzi dei 9 della tracklist dell’ultimo full lenght, sono stati suonati dal vivo dai deathster romani. Altri tre pezzi del loro secondo album, “Injection Of Hate”, del 2004 hanno chiuso la scaletta. Come già detto il sound mescola benissimo il Death Old School con il Brutal più assassino: evidenti le influenze di band come Nile, Morbid Angel, Malevolent Creation, Carcass, Immolation. Ma niente scopiazzature. A parte la bravura dal vivo, le track del combo laziale sono ricche di grande potenza e personalità compositiva, mentre dispiace per la poca prolificità discografica. Una band del genere, negli Stati Uniti, avrebbe potuto vantare una carriera molto più prestigiosa. I cinque ragazzi romani hanno comunque fatto divertire e scatenare l’audience. Ricordando, qualora ce ne fosse bisogno, che l’Italia non ha nulla da invidiare ad altre Nazioni più “pubblicizzate” e blasonate. Sia in quanto a qualità artistica sia in quanto ad abilità compositiva. E che si può vivere di Amore per il genere musicale che si predilige senza pensare a soldi e successo.

THE MONOLITH DEATHCULT

Subito dopo, entriamo nel “vivo” del concerto. Salgono sul palco gli olandesi The Monolith Deathcult.
Li avevo sentiti già su cd, ma mi domandavo se e quanto la loro musica così particolare potesse rendere dal vivo. E’ stata una scommessa, un azzardo del sempre ottimo Giuseppe, che, ancora una volta, ha vinto, lasciandoci tutti a bocca aperta. Favolosi! Compatti, bravissimi, divertenti, tecnici, non c’è aggettivo che non si possa “sprecare” per il terzetto “orange” (che dal vivo diventa un quartetto). Nati nell’aprile del 2002, nella città di Kampen; ma, attualmente, residenti a Overijssel, si autoproclamano “Svpreme Avantgarde Acoustic Dauðarokk” o ancora più solennemente “l’alpha e l’omega del death metal”. Le loro influenze spaziano dai Nile ai My Dying Bride, dai Laibach ai Rammstein, mescolando un Death Metal assassino e tecnico ad atmosfere electro e techno hardcore. Michiel Dekker, “l’Insegnante”; Robin Kok, “il Dottore” e Carsten Altena, “il Pentito” sono prima di tutto un gruppo di amici, e si vede. Si divertono suonando, senza etichette e limiti, quello che vogliono, e questo in termini di resa live si vede. Sono perfetti, trascinanti, divertenti, coinvolgenti.
Le loro tematiche sono provocatorie e spaziano dalla religione alla Storia, dalla guerra alla politica, senza preconcetti e gabbie ideologiche. Sette i brani proposti nella data foggiana. Di questi ben quattro ( “Todesnacht Von Stannheim”, “S.A.D.M.”, “Qasr Al-Nihaya” e “Human Wave Attack”) dell’ultimo album, "Tetragrammaton", del 2013. Tre pezzi invece dall’album Trivmvirate, del 2008: per la precisione “Kindertodeslied”, “I Spew Thee Out Of My Mouth” e “Wrath Of The Baa’th”. Nessun brano, invece, degli altri tre album ( scelta curiosa, visto che The White Crematorium 2.0 è del 2010 ). Il pogo è stato furibondo. L’atmosfera era davvero festosa. Per me sono stati la rivelazione della serata. La band che mi ha travolto e colpito di più. E sono stato davvero grato all’istancabile organizzatore per avermi dato la possibilità di vedere dal vivo, senza dovermi fare millemila km, questo gioiellino di band. Non sono riuscito a togliermeli dalla testa per giorni e giorni. Grandissimi! E, ripeto: attitudine al 100%. Amicizia e divertimento che hanno dato una coesione sul palco visibile a tutti. Se un gruppo di amici suona e si diverte lo si percepisce ad occhio e ad orecchio. E, alla fine, anche il pubblico ne guadagna! Soprattutto il pubblico.

SINISTER

E, infine, la band più attesa della serata. Sono saliti sul palco i Sinister. Quasi 30 anni di Death Metal. Nati nel 1988, per volere di Adrie Kloosterwaard ( il vocalist, ma in passato anche batterista ) l’unico membro della formazione originale. Il quintetto olandese può ben fregiarsi dell’appellativo di “Signori del Death Metal”, vista la vita dedicata unicamente a questo genere. Moda dopo moda, decade dopo decade sempre senza compromessi! Dodici full lenght e una miriade di altre uscite, questo è il palmares della band dei Paesi Bassi. Dodici i brani suonati a Foggia nella loro, ripetiamo, UNICA DATA ITALIANA! Nonostante il loro ultimo album sia un tributo alle loro band preferite, quindi di tutte cover, la band ha portato soltanto pezzi del proprio repertorio. Tre di "The Post-Apocalyptic Servant", del 2014 ( "The Macabre God", "The Science Of Prophecy e The Masquerade Of An Angel ). Ben Quattro, invece, dal precedente "The Carnage Ending" ( 2012 ): "Transylvania (City Of The Damned)", "My Casual Enemy" e "The Carnage Ending". Da "Afterburner", del 2006, il brano "The Gray Massacre". Spazio anche per alcuni brani storici delle prime release, come "Sadistic Intent", da "Diabolical Summoning", del 1993. "Epoch Of Denial" e "Unheavenly Domain", dal primo full lenght, "Cross The Styx", del 1992.

Durante il live più volte mi sono ripetuto che ero al cospetto di colossi del genere, e che stavolta non ero dovuto andare a Roma o Bologna o Milano, con gran dispendio di spese,
grazie a qualcuno, da quasi due anni, si sta sbattendo per offrirci grandi concerti, ad un ottimo prezzo e a casa nostra. I Sinister sono stati all’altezza della propria fama, dei veri giganti del genere. Adoratori di un Death Metal canonico anche nei testi, niente fronzoli politici o complicate visioni “filosofiche”. Lovecraft, occultismo, morte, satanismo. Queste le tematiche, tipiche del genere, portate avanti da quasi tre decadi dagli olandesi. Che dal vivo sono molto precisi e violenti. Ricordandoci perché dopo tanti anni sono ancora sulla cresta dell’onda, tra le band più rispettate della scena. E ancora pogo, per il pubblico. Uscito stremato e felice, a fine concerto. Con le due band olandesi simpaticissime e disponibili, sia prima che dopo, per le foto di rito e gli autografi. Per chiudere la recensione voglio, ancora una volta, elogiare il buon Giuseppe che imperterrito, per pura passione, continua a organizzare splendidi live nonostante la vergognosa immaturità del pubblico locale, che sa solo lamentarsi ma poi diserta. E a questo punto non si capisce chi e cosa ci voglia per smuoverli, per avere l’onore di vederli ai concerti. Inoltre voglio doverosamente ricordare Maddy “Pink” Di Giovanni. La memoria non è potuta non correre a lei, la cui assenza si è sentita. Essendo a stata anche grande mattatrice durante la data foggiana estiva dei Signori Dunn e Dolan, i presenti (soprattutto tra gli organizzatori) hanno ricordato commossi gli istanti trascorsi con lei e i concerti condivisi durante l’arco di una vita. Possa la tua Anima vivere per sempre Maddy! Di sicuro il tuo ricordo vive in tutti coloro che ti hanno conosciuta e ti hanno voluto bene.

Maurizio L'Episcopia



Condividi su Facebook



questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
( http://www.apuliandestruction.com/e107_plugins/content/content.php?content.487 )