SALENTO DEATH FEST - INSTAMBUL CAFÈ - SQUINZANO (LE), 14/11/2015
Alldead + Bibliopegia Antropodermica + Tales of Deliria + Hideous Divinity
AlexNespoli, lunedì 16 novembre 2015 - 06:18:00

Nella botte piccola c'è il vino buono, frase fatta, trita e ritrita ma chi incuba una forte dose di verità. Soprattutto per quanto riguarda le piccole iniziative e gli appuntamenti del nostro genere e del nostro territorio, magari lo spazio non sarà enorme ma sulla qualità non si discute. Come non si può discutere sulla qualità del servizio e della perizia dei ragazzi dei Bibliopegia Antropodermica, i quali di concorso col team del Metal Symposium e della crew della Breaking Sound hanno dato vita ad una serata decisamente succulenta per tutti gli amanti del genere estremo.
Ma partiamo dall'inizio, come imposto dalla formula "apuliana".

ALLDEAD

Questa volta, dire che abbiamo spaccato il secondo è usare un eufemismo. Appena giunti sul posto, non appena scattata la serratura della porta d'ingresso dell'Instambul Cafè di Squinzano, ecco i colpi d'attacco dei tarantini Alldead, già ospiti al sucitato Breaking Sound M.F. Ed è davvero un inizio con i testicoli da fuori. Gli Alldead sanno aggiungere sempre qualcosa di nuovo al loro sound. Un work in progress costante e lungimirante è forse il miglior modo di definire questa band che si muove all'interno di un reticolato black/death metal molto elastico e coinvolgente. Nonostante si fosse ai primi step il pubblico, affluito in buon numero, ha partecipato con vivo interesse alla proposta dei tarantini. Ottima anche la gestione del palco, sound quadrato e chiaro, eseguito come al solito con grande perizia.

BIBLIOPEGIA ANTROPODERMICA

Dietro questo moniker quasi impronunciabile, si cela in realtà un progetto musicale molto interessante e per palati fini. Nativi di Brindisi i B.A, propongono un brutal death metal molto quadrato e ben strutturato e soprattutto non anonimo. Si registra infatti una buona dose di creatività per questo quartetto che sa fondere diverse idee relative al death metal, il tutto realizzato in un live act coinvolgente, massacrato dalla prima all'ultima nota. Tecnicamente ineccepibili, una menzione di merito spetta al talentuoso batterista Fabbo, il quale ha dato vita ad una performance davvero notevole.

TALES OF DELIRIA

Avviandoci verso la zona calda della serata, dopo una consueta pausa birra, ecco che si preparano sul palco i levantini Tales of Deliria, in un'inedita, ma non definitiva, formazione a quattro. È notorio infatti l'horror vacui dei T.o.D, i cui brani sono caratterizzati da una ricerca e da uno studio compositivo, soprattutto nel contrappunto, di non comune spessore stilistico. Questo per dire, che l'assenza di una chitarra si fatta sentire. Ma nonostante questo i T.o.D hanno svolto un lavoro di tutto rispetto, facendo valere il loro ruolo di co-headliner. Decisamente toccante il momento della dedica a MaddyPink di Giovanni, una cara amica scomparsa venerdì 13 scorso, la cui attività come merchmaker era rinomata ben al di fuori dei confini meridionali. Poche parole e tanta musica che hanno toccato dentro chi conosceva questa persona (compreso il sottoscritto) molto legata all'ambito live.
Decisamente una performance sulle righe, attenta e curata nel dettaglio.

HIDEOUS DIVINITY

E giungiamo così alla fine di questa breve, ma entusiasmante maratona del Death Metal in terra salentina. Ospiti d'onore della serata i capitolini Hideous Divinity, superband attiva dal 2007 con all'attivo una storia molto particolare, soprattutto dal punto di vista geografico. La creature Hideous Divinity ingloba nel proprio tessuto genetico, le terminazioni nervose di due grandi gruppi italiani, gli Hour of Penance e gli Eyeconoclast. Il progetto naviga da Roma alla Norvegia per poi ritornare in Italia in pianta stabile. Il sound prodotto da questa band è un concentrato di energia creativa, tecnica, poliritmia di caratura alta, ma decisamente alta.
Spediti e spietati, gli H.D. hanno dato vita ad uno spettacolo di una ferocia sonora senza precedenti, quadrato, ricco ma senza fronzoli. Il pubblico, carico già dai primi step, è letteralmente esploso durante l'esibizione del quintetto romano forte di un nuovo, strepitoso acquisto quale il batterista Giulio Galati. Man or Machine? Domanda difficile a cui rispondere. Fatto sta che questo prodigioso musicista ha lasciato tutti di stucco grazie al suo drumming efficace e spietato, preciso al millesimo di secondo. Più in generale gli Hideous Divinity sono una macchina da guerra a passo unico, roba da far tremare i muri e quindi niente da invidiare al resto del mondo.

Si conclude così, fra i clamori del pubblico, feedback spaccatimpani, sudori e birra il primo capitolo di questo interessante appuntamento in terra salentina. Un appuntamento che ci auspichiamo possa avere una seconda, terremotante edizione quanto prima. Ma la cosa più importante da sottolineare e che ora sul caravansarai degli appuntamenti live in terra di Puglia si aggiunge un nuovo evento che speriamo possa crescere sempre di più e dati i presupposti c'è di che ben sperare.



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questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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