1°BREAKING SOUND METAL FEST (28/08/2015)
Dark Lunacy + Cruentus + Ghost Of Mary + Ginkgo Dawn Shock + Alldead + Izō + Headaxe
AlexNespoli, domenica 30 agosto 2015 - 07:57:00



È sempre molto interessante presenziare e descrivere minutamente la prima edizione di un nuovo metal fest. Per certi versi è un po' come assistere ad un parto, vissuto minuto per minuto e la soddisfazione è grande quando tutto si svolge con un'attiva partecipazione, sia da parte dell'organizzazione che da parte del pubblico. Già da principio, viste anche le band coinvolte, si è ben sperato per la riuscita del neonato Breaking Sound Metal Festival, soprattutto se si tiene in debita considerazione che l'area in questione, quella della città Mesagne nel Salento, dalle informazioni in nostro possesso, non aveva mai ospitato eventi di questa portata e di tale tipologia.
Ma iniziamo da principio:

La redazione mobile di Apulian Destruction, rappresentata dal solo sottoscritto, giunge in quel di Mesagne dopo un'ora e mezza di viaggio da Bari, sfidando la furia automobilistica dell'ultimo esodo di Agosto. Con molta facilità si arriva all'area dell'ex area ortofrutticola, caratterizzata da un'ampia area, relativamente lontana dal centro urbano. Sono circa le 18.30, tecnici e gruppi sono ancora intenti nei lavori di soundcheck ma già il pubblico inizia ad arrivare, dirigendosi dato anche il clima caldo del tardo pomeriggio, verso il chiosco della birra.
Sosta d'obbligo allo stand di Detroit Rock City Music Store, dall'amico Tony, con il quale si iniziano a programmare bevute ed interminabili discorsi sulle chicche più misconosciute del death metal.


HEADAXE


Sono circa le 19.30 ed ecco che sale sul palco il primo gruppo. Il 1° Breaking Sound Metal Fest apre ufficialmente i battenti. L'onore di essere la prima band a calcare il palco del festival sono i giovanissimi Headaxe, giovanissima band locale, dedita ad un Nu-Metal fortemente influenzato dal rap e da molto crossover moderno. Pur non essendo un grande ascoltatore, né tantomeno un estimatore del genere, devo riconoscere che il combo mesagnese ha saputo affrontare bene l'esperienza live. Certamente i brani e l'impatto sono ancora acerbi e la strada da proseguire è lunga e non facile. Tutto sommato i ragazzi si sono dati da fare e con grande convinzione. Decisamente un primo vagito particolarmente energico. Com'è destino comune delle band opener, a prescindere dalla loro bravura, competenza o meno, il pubblico si sta ancora compattando e acclimatando, quindi non si è registrata una partecipazione ancora timida e di là a venire.

IZŌ

Dopo un cambio palco certamente non velocissimo, salgono sul palco gli IZŌ, che, ad essere sinceri, hanno da subito carpito il mio interesse. In effetti sono stato molto contento di non essermi sbagliato. Notevole infatti la proposta di questa band leccese, dedita ad un doom/stoner/sludge fortemente influenzata dalla scuola anni '70, con un forte impatto acido e psichedelico.
L'aspetto più interessante di questo progetto, attivo dal 2013, è dato dal ricorso ad una strumentazione puramente vintage e questo si è notato ampiamente nei suoni scavati e pesanti, al limite del claustrofobico, che hanno iniziato a propagarsi dal palco. Band giovane anche questa, ma con un ottima tenuta del palco, tecnicamente ineccepibile e dalle scelte sonore molto coraggiose, ma proprio per questo, accettate con grande consenso dal pubblico, sia prima che dopo la loro esibizione. Decisamente una band che meriterebbe un ascolto più attento e molto dedicato.

ALLDEAD

Dopo una salutare pausa birra con tanto di struscio di complemento, il pubblico inizia a giungere più copioso in zona palco. Era più di un anno circa che non avevo avuto più modo di vedere gli AllDead dal vivo, dai tempi del Metal Symposium di stanza al Nordwind di Bari. Freschi di una new entry alla chitarra, il combo tarantino ha devastato il palco del B.S metal Fest, dalla prima all'ultima nota. La miscela di black/death ha subito dall'ultima volta, una sterzata ancora più ferina ed estrema, complice anche un'ottima qualità audio che ha reso giustizia alla band tarantina.
Ottima anche la prestazione del nuovo chitarrista Francesco Lozuppone (ex Abhema – Thrashold – Slow Death) giunto in sostituzione di Luca Miolla. Ottima anche la prova del batterista Rodolfo Russo, il cui drumming granitico, preciso ed essenziale ha assestato davvero un colpo di maglio devastante. Sulle righe anche la performance del vocalist Antonio Guerra, come al solito particolarmente comunicativo e coinvolgente col pubblico.

GINKGO DAWN SHOCK

Avevo avuto modo di conoscere ed apprezzare i Ginkgo Dawn Shock durante una delle edizioni più surreali del Metal Symposium (se non vado errato gli headliner erano i bolognesi Nero di Marte) e da amante della sperimentazione, ero rimasto molto colpito dal loro sound, decisamente figlio dei Tool, ma in salsa italica. I G.D.S hanno dimostrato ancora una volta di essere un gruppo assai talentuoso, capace di comporre musica in maniera molto particolare senza perdere di vista la forza d'impatto sul palco. Il pubblico, com'era da prevedersi ha risposto con grande sollecitudine alla proposta del quintetto molfettese, che ha davvero dato vita ad un'esibizione di notevole caratura artistica, anche grazie ad un sound molto preciso e ad oculati giochi di luce che hanno conferito un valore aggiunto ad una vera e propria esperienza onirica, vissuta da svegli.

GHOST OF MARY

Si ritorna come di consueto all'angolo birre per fare un buon rifornimento e scambiare qualche chiacchiera con qualche amico e raccogliere qualche impressione sull'evento, tutte ampiamente positive. Intanto sul palco si stanno già preparando i brindisini Ghost of Mary, band che in un solo anno di attività si è già conquistata un largo favore popolare, grazie al loro death metal melodico, fortemente influenzato dalla scuola europea. Sorretti da una base ritmica molto efficace (un plauso al batterista Damiano Rielli) i Ghost of Mary hanno saputo captare l'attenzione del pubblico grazie ad una miscela aggressiva e orecchiabile al tempo stesso. La presenza dell'eccellente violinista
Joele Micelli
, ha conferito alla loro esibizione un taglio decisamente avantgard pure con qualche piccolo accenno decisamente folk, l'ideale per far saltare il pubblico o far esercitare i più agguerriti in un roteanti movimenti di testa a 360°. Possono piacere o non piacere o proporre un sound che non aggiunge né sottrae alcunché al metal moderno, ma è indubbio che i Ghost of Mary, soprattutto nella figura del vocalist e frontman Daniele Rini, sappiano tenere il palco in maniera ineccepibile e che quindi meriterebbero una maggiore visibilità anche in contesti più imponenti.

CRUENTUS

Come è stato doverosamente ricordato dal cantante dei Ginkgo Dawn Shock, Giordano Bufi, i Cruentus, alla pari degli headliner Dark Lunacy, fanno parte a pieno titolo della storia del Metal Italiano. Posso immaginare che per dei giovani e talentuosi musicisti, dividere il palco con chi imbracciava una chitarra e un basso oppure pestava la batteria quando questi ancora non erano nati o ciucciavano ancora latte dalla tetta di mamma, possa essere un'esperienza di crescita non da poco. Generazioni a confronto. I Cruentus non hanno attualmente un'attività live costante, ma quando prendono possesso del palco lo sanno fare come pochi. Sostenuti da un forte favore popolare, i Cruentus hanno dato vita ad uno show devastante come pochi, infuocato da wall of death, stage diving da parte del cantante Nicola Bavaro e mulinelli di pogo, tanto e vero che ad un certo punto è stato difficile riuscire a tenere la videocamera alta. Ottima la prestazione di tutti, ma specialmente il lavoro della sezione ritmica è stato decisamente devastante. L'unico aspetto negativo se vogliamo è stato dato dalla brevità dell'esibizione. Ma i video parleranno meglio di tante parole.

DARK LUNACY

E così, una voltata e una girata, si arriva all'ultima esibizione. Molti avevano avuto modo di godersi i Dark Lunacy l'11 aprile 2014, in occasione dell'ultimo Metal Symposium della scorsa stagione e con riscontri molto positivi. Con il nuovo lavoro, che ho avuto di ascoltare più e più volte ("The Day of Victory"), i Dark Lunacy hanno fatto davvero centro. L'estrema coralità dei brani è pari al loro impatto devastante. Sound fascinosi e calcolati nel minimo dettaglio intrecciati con un gusto musicale non comune. A metà concerto Mike Lunacy, vocalist e membro storico della band, ha elogiato l'operato dello staff del Breaking Sound Metal Fest, per la grande professionalità dimostrata e ha affermato, cito testualmente: "Ci sentiamo a casa ogni volta che ci troviamo in Puglia".

Si conclude così la prima edizione di questo festival, gestito con grande attenzione e cura scrupolosa in ogni dettaglio. Sorvolando su qualche ritardo nel cambio palco, il resto è stato decisamente ineccepibile, dal grande operato dei tecnici luci/audio che, dalla prima all'ultima band hanno garantito una qualità audio molto professionale. Lo staff è stato sempre sul posto e disponibile ad ogni richiesta, così come anche la gentilezza e l'affabilità dei ragazzi dei servizi di ristoro. Last but not least, il pubblico si è comportato in maniera ineccepibile, iniziando ad affluire sul posto già durante il soundcheck.
Dati questi presupposti, c'è da ben sperare per la prossima edizione e per tutti gli eventi collaterali curati in concorso con la Flab Arts, associazione culturale che ha sposato, sin dai primi steps, le iniziative della crew del Breaking Sound.

Detto questo, a forza di sembrare ripetitivo, l'invito è sempre lo stesso. L'Italia e in primis il Sud Italia, non teme confronti con altre aree del Mondo. Il problema principale non sono certamente i fondi da investire o le disponibilità economiche, o almeno non solo. Il problema principale è creare un costruttivo dialogo fra le parti coinvolte, realizzare una struttura portante che funzioni, coinvolgendo non solo i principali attori (enti comunali, sponsor, associazioni) ma coinvolgendo soprattutto il pubblico, facendolo sentire parte dell'intera struttura.
I festival svolgono questo importante ruolo di scambio, per creare un'offerta di qualità indirizzata ad un pubblico scelto ma anche per far prendere coscienza allo stesso, della presenza di un offerta musicale stanziata in loco, non inferiore ad altre magari più blasonate, ma prive molto spesso di quello spessore umano, che, spesso, è reperibile solo nell'Underground.

Ci vediamo al prossimo Breaking Sound Metal Fest!!



Condividi su Facebook



questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
( http://www.apuliandestruction.com/e107_plugins/content/content.php?content.480 )