INNER CREATION - DEATH IN WAIT (demo, 2003)
genere: death metal
AlexNespoli, mercoledì 05 giugno 2013 - 05:53:44


Ed eccoci ad un altro atteso ritorno, quello degli Inner Creation di mr. Fratturino o mr. Psykoblaster che dir si voglia. Avevamo lasciato il ragazzo al demo precedente "Dream, Reality and pain" dove erano riscontrabili delle ottime idee un po' negate dalla scarsa produzione. Cosa che non si può certo dire di questo nuovo mini, uscito come spartiacque per la nuova fatica che si intitolerà "Death in heart", che presenta una produzione decisamente superiore e delle idee molto più variegate rispetto al suo predecessore. Ritmiche ultraveloci, tempi serratissimi, parti che rasentano un death/fusion di qualità. Insomma per alcuni versi, gli Inner Creation presentano a questo punto un sound molto meno "floridiano"e più personale. Ma è giusto ripercorrere brevemente le tappe di questa band: l'anno di fondazione è il lontano 1997, quando l'onnipresente Franco(chitarra e voce) contatta il chitarrista Gaetano Giordano, il bassista Michele Tiscia e il batterista Nicola Pietroluongo e costituisce il primo nucleo degli Inner Creation. Dopo un demo intitolato "Only pain", ben recensito ma scarsamente prodotto, la band si sciolse per incomprensioni interne. Franco così, a' mò di sfogo personale mise su un non precisato progetto death elettronico intitolato "Metal trip". Subentrato nei blacksters Impure Domain nel 2002, Franco riprende da solista, l'avventura con gli Inner Creation, registrando "dream reality and pain" e successivamente "Death in Wait".
"My frailty is my power" si apre con un intro degno della migliore scuola californiana, lasciando lo spazio anche a voci pulite su ritmiche fortemente serrate e solos ben costruiti. Probilmente la più bella e rappresentativa canzone del promo;
"Mask of delusion" Intro ingarbugliato, quasi rasentante un death fusion, ma poi si parte con i soliti ritmi devastanti e mitragliati tipici dello stile Inner Creation;
"Far Away". Altro pezzo forte che presenta una struttura altamente complessa. Riffs di chiara matrice thrash(fortissime sono le influenze dei Pantera in alcuni momenti) danno vita ad un pezzo che è un vero e proprio pugno nello stomaco. Il tutto condito al forte sentimento del sound.
"Prison of conscience". La vecchia cara opener della fatica precedente degli Inner. Un pezzo dalla forte carica disperata. A cominciare dal riff iniziale fuso con un parte di tastiera in digressioni, che da vita ad sonorità cupissime ed angoscianti.




questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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