THRASHING RAGE - THE AGE OF RAGE (1989)
genere: thrash metal
AlexNespoli, mercoledì 05 giugno 2013 - 05:02:01


Nel corso di quella magica fine degli anni ottanta, qui a Foggia, sembrarono coincidere tutte le demo più vigorose della scena thrash metal foggiana. I Thrashing Rage ne facevano parte a pieno titolo e la demo "The Age of Rage" ne fu una dimostrazione esaltante. Un bell'esempio di thrash tedesco suonato con violenza, cattiveria ma anche con personalità e perizia tecnica, a dimostrazione che le migliori lezioni sono quelle che si rielaborano, non quelle che rimangono stantie. La cavalcata comincia con la strumentale "Spectra", firmata Luigi Mitola che firma, a livello di composizione, quasi tutti i brani della demo. Un candido e arpeggiato inizio da spazio a riffs cadenzati e successivi solo's ben articolati, quest'ultimi molto di "transizione" fra lo stile anni'70 e gli '80. Segue sullo sfumato, quasi a preludio alla distruzione, la title track composta da un riff's iniziale veramente devastante che cede il passo a ritmiche serratissime che non danno respiro all'ascoltatore. In molti tratti sono fortissime soprattutto nel comparto solista influenze provenienti dai Kreator di "Endless pain", i Sodom di "Obsessed by Cruelty" e i Venom più grezzi di "Black Metal". Giungiamo ad uno dei cavalli di battaglia del quartetto, "Beware the storm", che non si discosta tanto dai soliti stilemi thrash, eccezion' fatta per la parte centrale in cui primeggia un riff fortemente di matrice death floridiana. Arriviamo a " Last War", uno dei pezzi con un "incipit" decisamente malvagio, seguito in strofa da un riff da headbanging violento, stop'n'go ritmici e parti soliste molto particolari. La perla del pezzo viene al momento della digressione cadenzata in tapping, realizzata dal promettente Luigi Mitola. Molto interessante la parte finale del solo e l'attacco della voce, veramente sferzante. Chiude la kermesse "Trauma", brano molto spigliato sin dall'inizio con un finale decisamente sinistro, con la classica chiusura da gran finale. Sicuramente una delle demo più belle e selvagge mai realizzate. Peccato che questo lavoro non abbia avuto un seguito; ci troviamo di fatti alla presenza di una tipologia di demo estremamente rare: per fattura (realizzata in casa non dimentichiamo) e per dedizione. Spero che qualcuno di loro, ogni tanto, nei ritagli di tempo se la riascolti. Un'ottima medicina contro il malumore.




questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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