INSANE - FULL OF INSANITY (marzo/1989)
genere: thrash metal
AlexNespoli, mercoledì 05 giugno 2013 - 04:34:00

La terza band , che realizzò il tridente di forza del thrash metal foggiano, durante la fine degli anni'80, furono gli Insane, cappeggiati da Nicky Miscioscia, chitarrista che avevamo già trovato a fiancheggiare l'iperattivo Gianni "The Beast" Colonna nel primo capitolo discografico dei Social Mayhem ("Vigilantes of total mayhem" nda.) Nel marzo di quel magico e prolifico 1989, anno in cui furono partoriti "The Age of Rage" dei Thrashing Rage e "Violent Korps" dei Social Mayhem, anche gli Insane dissero la loro con "Full of insanity": una demo decisamente sferzante e priva del pur minimo compromesso. Il sound di questo quartetto decisamente incazzato e fuoribondo è un misto di thrash tedesco, thrash americano (Testament in primis) e molta personalità.
L'incipit della demo è dato da "Souvenir", un intro degno di qualche capolavoro del cinema TRASH anni'70 a'là Pierino e cose del genere ma la goliardia dell'intro lascia subito spazio alla dura "I'm Insane", brano che alterna riffs molto di scuola "Bay Area" con intrecci melodici molto ricercati e decisamente "INSANE". Altro calcio in culo con "Reign of terror", brano annunciato a suon di riffs thrash in andamento minoreggiante, con un tempo sincopato da mitragliatrice, un cantato decisamente "grunge" ed un ritornello fra i più cantabili di tutta la demo. Interessante anche il bridge, squisitamente ritmico.
Si prosegue col "thrash'n'roll" di "Depression Child", brano particolarissimo, munito di un intro ed un outro degni di "Ice cream man" dei Van Halen, ma la realtà è ben altra: siamo al cospetto di uno dei pezzi più cattivi e nevrotici della demo ma anche di quello dal feeling più interessante di tutto il lavoro.
Chiude questo allegro carnevale thrash "Merchants of death", brano molto speed con una parte in particolare che mi ricorda decisamente il lavoro chitarristico di Jeff Young in "So far, so good, so what" dei Megadeth, il resto è di spiccata tendenza slayeriana.
A conti fatti, possedere i tre album a data '89, di Foggia è come tenere in mano la copia master di "Reign in blood" e stavolta 'fanculo a malincuore agli Slayer e a tutte quelle tendenze esterofile e provincialotte ma i gruppi metal di allora spaccavano il culo veramente e non avevano niente da invidiare a nessuno.
Siamo a Foggia e pare, che in quel magico e lontano 1989, qualcosa della Bay Area fosse viva e pulsante qui.




questo oggetto è tratto da Apulian Destruction
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