Northwind biografia
Anno Domini 1986, Aprile. Francesco delli Carri, un dodicenne della periferia foggiana, con spiccate influenze provenienti dal panorama musicale degli anni '70, decide di dare forma e colore alle sue idee, nonostante la scarsità di mezzi e persone. Si dedica anima e corpo in questo progetto, ma le prime composizioni risultano un po' immature, e prive di carattere, comunque nel frattempo, inizia a prendere piede il suono futuro della band. In quello stesso anno vengono alla luce i primi brani composti da Francesco: "tre", "la musica del semaforo", "luna nuova" (in realtà approcciata nel 1984), "novembre", "il giardino". Iniziano i primi contatti con le persone che avrebbero dovuto accompagnare Francesco nel suo meraviglioso progetto, la primissima incarnazione dei Northwind. Alla fine del 1986, viene assunto il primo batterista della band, Carmine Russo, successivamente all'inizio del 1987 milita per un brevissimo periodo Attilio D'agnone alla tastiera. Nella primavera seguente, vengono composte: "noi come il vento", "action baby", "immagination", ed un altro brano tutt'oggi senza titolo. In estate approda per la prima volta nella band Michele De Pellegrino, che viene ingaggiato come batterista anche di notevole spessore a quei tempi, al posto di Russo. Il suo ingresso segna anche la decisione di optare per il primissimo nome della band, sugerito dallo stesso Michele. Il nome scelto fu AMERICAN. Francesco e Michele a quei tempi avevano 13 anni, quindi facili ai giochi, e durante proprio uno dei momenti ludici dei due, Francesco compose le prime note di "killers of the moon", oggi conosciuta come "il ritorno dei morti viventi". Settembre 1987, primo ostacolo che si pone sulla strada degli american, Michele lascia per la prima volta la band, dopo bisticci adolescenziali con Francesco che si rifiutava di militare nella sua squadra di calcio del borgo.(questa sarà la prima di una lunga serie di defezioni dello stesso). Nello stesso periodo vengono composte da Francesco: "Stoccolma", "number"(oggi eventi), "notte", "22", "litter", "fantasie erotiche" che in un certo senso segnano la prima svolta stilistica, distaccandosi dalla musica leggera italiana ed estera, passando ad un heavy metal molto ispirato ai loro nuovi idoli musicali, gli IRON MAIDEN. L'ispirazione fu talmente forte, che il nome della band fu modificato in una mezza scopiazzatura del nome dei maiden, venendo a costituire il moniker IROV AMERICAN, (IRO"V" - "N"). Un altro motivo che influì sulla scelta di Francesco, fu una ripicca nei confronti di Michele, precedente ideatore del nome "American", per evitare di lasciargli meriti dopo la sua defezione.
Il 1988 iniziò con il rientro di Michele nella band dopo la riappacificazione con Francesco. La prima parte dell'anno venne dedicata alla composizione di alcuni testi e la stesura di nuovi brani come:"anima inquinata" e le prime composizioni di Michele come: "Londra" purtroppo andata perduta come tante altre. Nel corrente anno Francesco cercò di far partire un progetto satellite agli irov. chiamato METALS, la band doveva prevedere lui alla voce, Michele alla chitarra e Carmine Russo alla batteria ma quest'ultimo venne silurato già in partenza, costringendo Michele alla batteria , e Francesco alla voce e chitarra. Questo progetto vide anche la registrazione di un demo dallo stesso titolo della band, contenente sei brani: (metals, night train, midnight, drugs, destruction, final). Questi brani vennero in seguito utilizzati nel repertorio dei northwind . Il 1988 segna anche l'ingresso nella formazione di Giuseppe delli Carri II alla tastiera, cugino di Francesco con l'ausilio ancora di Carmine Russo alla batteria. In studio però per la registrazione del promo della band ci andarono solo Francesco e Michele realizzando il demo :"october" contenente il brano omonimo, "rekyavic", ed un brano senza titolo con Giuseppe II, effettivamente alla tastiera.
Nel febbraio1989 si registra il primo avvicinamento alla band dell'attuale batterista dei Northwind, Giuseppe delli Carri I, fratello di Francesco che venne contattato in qualità di fonico per la registrazione del primo demo ufficiale che portava lo stesso nome della band. Giuseppe I effettuò la registrazione con un metodo originale: microfonò i due musicisti collegando le uscite microfoniche ad un trasmettitore in modulazione di frequenza da lui realizzato, e ricevendo il segnale in un'altra stanza con un pari ricevitore incise un nastro che risultò il master. Il demo comprendeva: "number", "night to remember", "22", "jump in america", e "death of the world". Nel frattempo la band vide al suo interno l'arrivo di nuovi elementi: Michele Chiuccariello alla chitarra, Giuseppe II al basso subito succeduto da Pasquale Campete. Una formazione che ebbe vita brevissima, infatti dopo una mega rissa sviluppatasi durante una sessione di prove la Domenica delle Palme, la band si sciolse, ma subito dopo rientrò Michele. In seguito, un nuovo dissapore tra Francesco e Michele, portò quest'ultimo ad un ennesimo allontanamento dalla band. A seguito dell'ennesima defezione, Francesco si dedicò alla composizione di un album che nonostante fosse firmato irov american, risultò a tutti gli effetti un lavoro solista, intervallato da un apparizione di Giuseppe I in un brano alla batteria.
Il 1990 vide l'ingresso in formazione di Raffaele delli Carri, ai sintetizzatori e Giuseppe delli Carri II, fratello di Raffaele alla voce, per una continua sperimentazione, che non avrà un seguito duraturo con questi due elementi, tra l'altro Raffaele, fu, successivamente, grazie alle sue conoscenze artistiche, il responsabile dell'immagine della band. Dopo un po' vi fu l'ennesimo ritorno di Michele in concomitanza del ritorno in studio della band che registrò due versioni del brano "number". Francesco in quello stesso anno decise di imparare la chitarra da autodidatta, e nell'estate, durante una sessione di studio dello strumento, compose le prime note de "la dispotica violenza del vento". A novembre iniziano le sedute di registrazione del nuovo album degli irov american intitolato 18 years, che si concluderanno agli inizi del 1992. L'album previde i seguenti brani: "18 years" (pezzo strumentale), "diary of history", "shining", "litter", "death of the world", e "November". Da un pò di tempo, Francesco faceva la corte al fratello Giuseppe, che fino ad allora aveva all'attivo solo delle sporadiche apparizioni alla batteria e come fonico, per ingaggiarlo come batterista, ed in quel periodo Francesco si fece più insistente, fino a quando, nei primi mesi del 1992 questi, (proveniente dalla musica leggera essendo stato batterista degli "THE ALBUM" con coi aveva all'attivo tre esibizioni dal vivo, di fronte ad un pubblico di 200 persone),.fino ad allora aveva snobbato la band a causa della immaturità compositiva della stessa, decise dopo aver ascoltato alcuni brani, ricredendosi decisamente sull'operato degli irov american, di accettare la proposta, e nel febbraio 92 entrò ufficialmente a far parte della band, ma con una condizione irrinunciabile! Che venisse cambiato nome alla formazione. Dopo qualche tentennamento, Francesco accetta, ed in un pomeriggio di primavera molto rigida (quell'anno), ci fu una riunione che fu organizzata proprio a questo scopo e dopo vari tentativi alla fine della riunione, dopo un suggerimento di Francesco venne fuori l'attuale nome mai più cambiato Di "NORTHWIND".Nello stesso periodo Michele, compose il brano"war", completamente agli antipodi, rispetto ai suoi normali canoni di composizione. Questo brano fu come una folgorazione per la band, che talmente colpita decise di chiamare il nuovo demo con la nuova formazione, con lo stesso nome. "War" prevedeva non solo brani di Francesco, ma anche composizioni firmate dagli altri membri della band come la stessa "War" e "Shining" firmate da Michele de Pellegrino, "Moonlighting", composta a quattro mani da Francesco e Michele e una seconda versione di "War". Il lato B del demo comprendeva "Mountain's Man", "Agony"scritta da Beppe e "Ambition". In questa occasione, mancando un bassista, gli altri membri dei Northwind, spinsero Francesco a prendere in mano il basso, strumento che Francesco suona tutt'ora. Verso la fine del '92 la band si avvalse della collaborazione di un chitarrista italo/francese al secolo Antony Perrella.
Nel gennaio del 1993, mentre Michele prestava il servizio militare, Francesco cominciò a preparare il materiale per il nuovo demo intitolato "La valle di lacrime", iniziato di fatto nell'autunno del 1992 e concluso agli inizi del '93, seguito poi dal demo solista di Francesco, intitolato "Io di notte", ideato due anni prima. Francesco, di fronte alla facilità che trovava nell'ideare, comporre e arrangiare i suoi brani per conto suo, pensò di proseguire da solo la sua avventura artistica, visti i visibili problemi che aveva con i membri del suo gruppo, che a volte mal tolleravano le sue scelte musicali. Fortunatamente, questo proposito non ebbe mai ragion d'essere. Al ritorno di Michele, furono composte "L'alba di un giorno infinito" e "Paesaggi, strade e colline", quest'ultimo con forti influenze country.
Il 1994 si aprì da un lato come un anno piatto, ma dall'altro fu anche l'anno che segnò le prime esperienze di registrazione come Northwind sia dal fronte dell'autoproduzione sia da quello professionale, poiché per la registrazione di un brano, volutamente non inserito nella scaletta classica dei brani, i Northwind registrarono presso i Target Studios di Giorgio Frigerio. Questo brano vide per la prima volta Beppe in veste di cantante, nonché di compositore del pezzo.
Nell'aprile del '95, i Northwind registrarono altri due brani di Francesco: "Solo campagne" e "Lunghe distanze", e un brano di Michele intitolato "Si può". Una data molto indicativa per la band fu il 15 agosto di quello stesso anno: durante una prova, furono buttate giù le prime note di "Vuoto", il brano che più di tutti riassume le tre anime musicali della band: la psichedelica (Francesco), il Metal (Beppe) e il grunge (Michele). Tutto avvenne verso le 18:00 del pomeriggio in maniera molto spontanea tanto più che il brano fu scritto in sostanza di getto. Nell'autunno del 1995, fece il suo ingresso nella band il tastierista Angelo Piserchia, contattato da Beppe al fine di sperimentare nuove sonorità sui propri brani, ma la sua presenza non fu lunga tanto più che se ne andò nel marzo del 1996 a causa di divergenze musicali e problemi vari. La sua defezione combaciò perfettamente con la data della primissima esibizione dal vivo della band avvenuta il 12 marzo del 1996 presso il Banana Café (oggi Replay). Su questo evento ci sono degli aneddoti molto divertenti soprattutto su come avvenne l'ingaggio. C'è da dire che Beppe, oltre a ricoprire il ruolo di batterista, assurse anche a manager/promoter del gruppo. Quando si presentò all'agenzia che si occupava dell'ingaggio dei gruppi per il Banana Café, Beppe si presentò in maniera impeccabile: giacca cravatta e scarpe all'inglese. Il responsabile dell'agenzia rimase sorpreso non poco nel sapere che quel gentleman che aveva davanti agli occhi era il batterista di una rozza heavy metal band borgocrocese. La serata si orchestrò in due ore e fu eseguito un repertorio comprendente pezzi degli Iron Maiden, Metallica, Wasp e Nirvana. Fu un ottimo esordio e da qui la band cominciò a partecipare a numerosi eventi tra cui un festival, a cui malauguratamente Beppe non poté partecipare, ma ciò dimostrò la capacità della band di salvare in ogni modo la situazione costruendo un concerto in sostanza unplugged. Anche per Francesco fu la volta di prestare il servizio militare (esperienza che minerà Francesco ancora di più rendendolo ancora più scheggiato e creativo del solito) e al suo ritorno, nel 1997, per riacquistare lo smalto, soprattutto dal fronte live, Beppe contattò Gianni Colonna (attualmente nei Superzoo), all'epoca art director del locale "Il Saloon" e riuscì ad inserire i Northwind in una jam session, a cui parteciparono altre band della scena metal foggiana tra cui gli Inner Creation e gli Undead Orchestra. Ma in ogni caso la sfortuna colpì ancora una volta la band, visto che Michele non poté partecipare a questa situazione per altri motivi. Come sempre, i fratelli delli Carri non si persero d'animo e decisero di partecipare lo stesso, anche solo con batteria e basso. La sera della jam session, i due fecero l'ultimo tentativo per recuperare un chitarrista solo per la serata ma nessuno si rese disponibile. Ma un insperato aiuto venne dal chitarrista dei deathsters Inner Creation, che suggerì loro il numero di un chitarrista, fortunatamente libero e disponibile a suonare. Si trattava di uno dei più vecchi, truzzi e bastardi esponenti del metal foggiano: Pompeo Prisco. Questi era un 21enne cadaverico e capelluto metallaro, studente, da tempi immemorabili, di giurisprudenza (attualmente e finalmente laureato ed ora avvocato di grido presso il miglior studio legale della città). Con la flemma che ha sempre contraddistinto questo losco e tetro figuro, Pompeo raggiunse la band (o ciò che ne era rimasta) al Saloon mezz'ora prima dell'esibizione. Si proposero due brani: "Four horsmen" e "No Remorse" dei Metallica, ma di fatto, per carenza di tempo, fu eseguita solamente la prima. Affermare che i dettagli delle "prove" dei pezzi furono indicibili è pure poco, infatti Pompeo e Francesco provarono i due pezzi a strumenti muti mentre gli altri gruppi si stavano esibendo!!! Nonostante tutto l'esibizione fu bella ed incisiva, come l'intesa che si era venuta a creare con l'estemporaneo chitarrista. Questa situazione estremamente positiva condusse Francesco e Beppe a prendere su due piedi Pompeo come secondo chitarrista. I Northwind erano passati per la prima volta da trio a quartetto. Gianni Colonna decise di scritturare i Northwind per una serata sempre al Saloon. Le prove si alternarono in dieci giorni e l'esibizione risultò comunque ancora migliore della prima. I Northwind, sempre nello stesso locale, furono impegnati in una competizione dove riuscirono ad arrivare alle semifinali superando due turni.
Con la primavera del 1998, i Northwind dissero addio al Saloon con un'ultima esibizione. (Oggi il Saloon è diventato un tristissimo disco bar) Nell'agosto del '98 i Northwind spedirono due demo rispettivamente a due festival: A Torstok (Torremaggiore) e a Spazio Giovani, che all'epoca era alla sua prima, gloriosa edizioni (non come oggi). La band riuscì ad accedere ad entrambi i Festival superando, rispettivamente 56 gruppi a Torstok e 72 a Spazio Giovani. Per quanto riguarda quest'ultima manifestazione, i Northwind risultarono per la prima volta su un cd ufficiale(quello della serata) con tanto di bollino SIAE.
Nel 1999 la band partecipò ad altre manifestazioni come un concerto di sensibilizzazione al problema AIDS, organizzato da Christian Tricarico(singer dei Next), a "La festa della musica", manifestazione europea tenutasi al Teatro del Fuoco e alla seconda edizione di Torstok, dove la band riscosse ancora più consensi di pubblico rispetto alla volta precedente. Purtroppo il 1999 fu anche l'anno più nero per la band. Infatti Michele si allontanò per l'ennesima volta dalla band e questa fu la defezione definitiva. Il colpo fu molto duro, ma la band, ormai ridotta ad un trio, cercò di non perdersi d'animo e partecipò ad un altro concerto organizzato dalla comunità di recupero "Emmaus". Ma un'altra tegola cadde in testa al gruppo. Nel dicembre dello stesso anno Beppe abbandona la band per motivi personali e stavolta il problema fu grosso.
Anno 2000, rimasti ormai in due, Francesco e Pompeo, non poterono fare altro che rimboccarsi le maniche ed impegnarsi sul fronte compositivo. Francesco, deluso ed amareggiato dalla situazione, sotto suggerimento della sua ex ragazza decise di mettere un annuncio per reclutare nuove fresche leve per rimettere in piedi la band. All'annuncio cercasi chitarrista rispose un certo Nicola di Gianni, musicista proveniente da esperienze meno "metallare" e più punk, ma non per questo risultò meno serio. Infatti, questi affiancò Francesco nella composizione di brani, componendo "Figlio della strada", "1000 secondi di follia" e uno strumentale. Il lavoro di apprensione delle cover da parte di Nicola fu duro e molte energie furono spese.
Anno 2001 l'ennesimo colpo venne dall'abbandono totale di Pompeo che lasciò Francesco ed i Northwind al proprio destino. Nicola si rese molto utile nel reperire nuovi elementi da rimettere in forza nella band. Bastò mettersi in contatto con un suo vecchio collega chitarrista e la falla fu tappata. Daniele Bruno entrò nei Northwind nel dicembre del 2001. Mancava solo un ultimo tassello: il batterista, che fortunatamente arrivò nel gennaio del 2002. All'annuncio rispose Riccardo Dattoli, giovane emigrato bergamasco, già batterista degli heavy/black/garage metallers Blaster. La band era stata riformata, ma Frank non era molto convinto dei suoi nuovi compagni di battaglia. E i suoi dubbi non furono infondati e i problemi non tardarono ad arrivare. Nonostante i su citati problemi, mutuati da visioni musicali differenti, da stili differenti e via discorrendo, la band, con serietà e dedizione, si preparò ad eventuali apparizioni in pubblico.
Anno 2002 l'occasione non tardò: la neonata formazione si esibì a Torremaggiore al festival "Artisti sotto le stelle", esibizione che, come vuole la tradizione, fu intervallata da scoccianti problemi tecnici. La band tornò poi ad esibirsi al saloon a Torremaggiore, in occasione della festa di Halloween, il 1 novembre del 2002 e poi, sempre nel medesimo locale, nel febbraio del 2003. Sempre nel 2002 grazie all'aiuto del proprietario del Saloon di Torremaggiore i Northwind partecipano ad un festival sempre nella medesima località. A causa della sterzata stilistica dal metal al punk, sterzata che Francesco non aveva mai accettato, le incomprensioni fra i membri della band si fecero sempre più forti. In più questi accusavano Francesco di scrivere brani poco carichi di "verve" metal. La pietra dello scandalo fu il pezzo "Un borghese qualunque", brano che alternava momenti decisamente heavy metal old style ad altri di spiccata tendenza quasi mainstream. Francesco sentendosi ostacolato nelle sue scelte decide di presentare, come compromesso, il brano "Anima Inquinata", composizione molto carica di elementi punk e new wave. Nonostante tutto "Un borghese qualunque" venne inserita nella tracklist insieme con "Anima Inquinata".
La band decise di ripartecipare a Spazio Giovani, questa volta con l'intento di presentare pezzi propri, ma stavolta i Northwind furono subito eliminati. Il demo presentato al festival fu realizzato grazie alla presenza di Beppe, che si impegnò come fonico.
Francesco: "Ad un certo punto cominciai a sentirmi infastidito dalla chiusura mentale che i membri del gruppo mostravano, soprattutto nel caso di "Un borghese qualunque" che a mio avviso si profilava come un anello di congiunzione fra il metal classico e la canzone d'autore. E' un pezzo di metal d'autore".
I contrasti si fanno sempre più frequenti e i Northwind si concedettero un momento di riflessione nell'aprile del 2003 per meditare sul da farsi.
Francesco era visto come il "dittatore" della band, quando in realtà egli si limitava a dare dei consigli e delle dritte, vista la particolarità dei pezzi di sua composizione. La band si ricostituì nell'estate del 2003 e partecipò ad un festival ad Ortanova dove furono l'unica band a partecipare presentando una composizione propria. "Un borghese qualunque" ricevette il premio della critica. Ma fu il canto del cigno. Daniele Bruno, preferendo la carriera militare abbandonò il gruppo e poco dopo tempo lo sciogliete le righe. I Northwind erano ormai sciolti.
ANNO DOMINI 2004 Ritroviamo Francesco che oramai, smessi i panni dell'invasato Steve Harris di Borgo Croci, si dedica con passione all'attività che ha sempre coltivato sin da bambino: il teatro in vernacolo foggiano in cui recita insieme al padre. I Northwind sembrano ormai un lontano ricordo, così come la sua follia compositiva, da tempo sopita. Ma la sua band non è morta. Un nuovo tentativo di rinascita viene dalla possibilità di un rientro di Beppe dietro le pelli e di Nicola di Gianni. Quest'ultimo si dimostrerà però troppo ambizioso e da un'altra angolatura, il fatto di essere ridiventato padre per la seconda volta non gli avrebbe concesso troppo tempo da dedicare alla band. E anche questo tentativo colò a picco. Nell'estate del 2004 Francesco ritrova un suo vecchio compare d'armi: il tastierista dei Maalox, Alessio Sepielli, musicista proveniente dal sound degli anni'70 con cui Francesco aveva suonato in un momento di evasione durante le numerose situazioni di crisi della sua band principale. Insieme cominciano a provare alcuni brani di fresco conio quali: l'autobiografica "Figlio del nulla", "Consapevole Assenza", "Il lago dei sogni"(brano musicato inizialmente nel 1987), "Il mondo della luna", "Con gli occhi dall'inferno" e "Strada infinita". I due iniziano a provare nel settembre del 2004 e, nel frattempo Beppe, viste le vicissitudini che la band aveva affrontato fino allo scioglimento ufficiale, decise di riprendere in mano le bacchette della batteria e ritornare nella sua vera band. Il 31 ottobre dello stesso anno, Francesco conosce, durante un'esibizione al pub "Nessun Dorma", il chitarrista Alessandro Nespoli, già in forza nei thrasher The Order e nei S.I.A e che collaborava con altre band, che in quella occasione aveva diviso il palco con gli hard rocker Layher insieme al bassista dei Gallery of Lore, Francesco "Baron Frankenheimer" Rinaldi con cui si era dilettato in un'infuocata versione di Paranoid dei Black Sabbath. I due entrano più a stretto contatto ed allora che Francesco propone al sudetto chitarrista di fare qualche prova con i Northwind. Con qualche limitazione dovuta alle band con cui suonava, Alex decise di buon grado di farsi qualche prova. Con lo scioglimento della sua band principale, i The Order e rimanendo solo con i S.I.A, Alex decise di entrare ufficialmente nei Northwind, anche per l'interesse che i pezzi di Francesco avevano destato in lui ma anche per la scaletta di cover molto old metal style. L'ingresso di Alessandro porta una ventata di freschezza nella band, soprattutto perché quest'ultimo si affianca a Beppe nella gestione della band sia nel management che nell'attività promozionale. Nell'estate del 2004, Francesco, esortato da Beppe, riprese i contatti con Michele de Pellegrino nel tentativo insperato di invogliarlo a rientrare nella band, ma Michele fa capire di essere poco interessato. I tempi non erano ancora maturi. Una domenica di novembre del 2004, nel pomeriggio Michele e Beppe si rincontrano. Beppe propone a Michele di farsi una suonata fra amici, per rivangare i vecchi tempi, mal celando il desiderio della band intera di averlo in formazione. Michele si mostrò visibilmente contento anche se non aderì del tutto alla richiesta di Beppe.
Anno 2005 Casualmente la prima prova di Michele coincide con l'ultimo giorno in formazione di Alessio Sepielli. I Northwind tornano così per tre quarti alla primissima formazione. Dopo un inverno di prove incessanti sia di cover che dei numerosi brani inediti, i neonati Northwind sono pronti per ritornare ad esibirsi dal vivo e lo fanno il 1 aprile 2005 presso il circolo culturale Bellamì. Nel luglio dello stesso anno, la band inizia la sessione di registrazione del primo album ufficiale della band a quasi vent'anni di distanza dalla fondazione nel lontano 1987. Il lavoro, benché autoprodotto, si stà rivelando molto valido e ben eseguito soprattutto per l'adozione di macchinari e tecniche di registrazione decisamente più raffinate rispetto al passato. Le sessioni di registrazione vengono intervallate solamente da un'esibizione dal vivo alla seconda edizione dell' "Herdoniae Rock Festival" ad Ordina, dove i Northwind si sono classificati secondi, presentando un repertorio di due pezzi degli Iron Maiden (Somewhere in time e Hallowed be thy name) e un pezzo proprio (e come al solito, sono risultati gli unici a pensarla così). Il pezzo in questione è "Noi come il vento" concepito nel 1987 e suonato per la prima volta proprio in questa occasione.
LA TRAMONTANA CONTINUA A SOFFIARE. I Northwind stanno continuando a registrare tutto il materiale accumulato nel corso degli anni e a regolarizzare l'enorme documentazione sulla band. Si lavora duramente anche per suonare dal vivo e farsi conoscere di più in vista di qualche accordo discografico che renda giustizia all'operato di una band che è andata, sta andando e speriamo che vada, sempre avanti, nonostante tutto e nonostante tutti con passione e dedizione al true metal. A breve sarà pubblicato il nostro sito che si spera, sia un valido mezzo di comunicazione col mondo esterno.
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| Contatti |
| northwind@northwindmetalband.com |
| Anno di formazione: 1987 |
| Genere:author heavy metal |
| Line-up |
Francesco DelliCarri (vc/bs)
Beppe DelliCarri (bt)
Michele DePellegrino (ch)
Alessandro Nespoli (ch)
ex membri
Carmine Russo (bt)
Attilio D'agnone (key)
Michele Chiuccariello (ct)
Giuseppe delli Carri II (bs/key/vc)
Pasquale Campete (bs)
Raffaele delli Carri (synth)
Antony Perrella(ct)
Pompeo Prisco (ct)
Nicola di Gianni (ct)
Daniele Bruno (ct)
Riccardo Dattoli (bt)
Alessio Sepielli (key)
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| Stato : Attiva |
| Official website |
| www.northwindmetalband.com |
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